giovedì 16 aprile 2009

La nobile arte della maldicenza

Vado in palestra come da molti anni, ma ultimamente sempre più fiaccamente: gli esercizi sono diventati la parte difficile, il chiacchierare di cose sceme il momento migliore. Stasera c'è stato anche il momento della gaffe... Mentre non c'era nessuno con cui parlare, ho preso in mano un giornalino locale, di una radio locale, che parla di problemi molto locali, tipo: il marciapiede sotto la radio locale è rotto, perché questi amministratori locali non fanno un cazzo? E mentre leggo questo trattato di cultura, arriva l'istruttore, anche egli prodotto tipico locale D.O.C, che prende un numero di "Natural Bodybuilding & Fitness", l'unica rivista di settore ammessa dalla proprietaria dopo la scoperta che anche da noi alcuni prendono anabolizzanti (uh, che sorpresa!), e mi si mette a sfogliarla alla ricerca di gnocca. Mi dice: Dai guarda questa, mi vuoi dire che non è bella? E sfida il mio gusto in fatto di donne, notoriamente raffinato. Giro un po' di pagine e tra donne arrostite dalle lampade che sembrano dei nerboruti maschioni che indossano bikini, c'è qualche bellezza che conserva alcuni brandelli di femminilità rimasti attaccati alla She-Hulk che cresceva in lei. Codesta, che per il mio metro di giudizio è appena passabile, è la Dea Bellezza per l'istruttore e si trova nel paginone centrale in formato poster staccabile. Una biondona di nome Kelly Kelly, con vestitini attillati e atteggiamenti da "estetica del porno". Decido che è l'ora di fare la mia parte nella guerra del testosterone e stacco la pagina. Chiedo: dove possiamo appenderla? Farebbe una bella figura... Nel mentre entra l'unica donna carina, anche se non da paginone centrale, che frequenta la palestra nei miei orari e mi becca ad agitare il poster come un adolescente in cerca di un bagno.
Ciao.
Ciao. Ehm, Sto cercando di ribadire la mia eterosessualità...
Rimetto al suo posto il paginone centrale e il testosterone. L'istruttore ghigna. Tra me e me penso che mi è andata bene, perché stavo per fare un commento sui pantaloncini attillati di Kelly Kelly e certe "gobbe di cammello". Torno in quella zona dopo un po' per incontrare un amico che usciva. Dallo scherzare su come si vestiva (camicia di lino con 16°C!) si è passati al perché si vestiva così: andare a fare il piacione con una donna. Dalle confidenze personali si è passati alle maldicenze. Mi indica una sui 45 che sta facendo lo stepper: quella là è sposata e va con un mio amico che ha due anni più di me. Pensa che ne ho 26! Che schifo!
Colgo la sfumatura e dico io: magari conta più l'esperienza. Quella a 45 anni farà sicuramente sesso in modo memorabile.
Il mio amico mi guarda disgustato: Devo andare. Ciao.
Ciao.
Al che incomincio a pensare per quale diavolo di ragione sono venuto a sapere che un tizio, che non conosco va a letto con una di cui non mi frega nulla. Ci deve essere una ragione o ho solo sprecato altri 5 minuti della mia vita oggi? Rimugino. La maldicenza, la calunnia e il pettegolezzo sono diffusi come la polvere, anzi spesso il primo segno che si entra in un gruppo è il conoscere i piccoli, sporchi segreti degli altri. Bisogna farci caso, l'uomo è una scimmia, quindi un animale gregario con delle precise gerarchie da rispettare. Calpestare i piedi alla persona sbagliata può causare un mucchio di problemi. Tutti coloro che vogliono evitare lo scontro con il maschio alfa o la scalata sociale, conoscono come comportarsi, ma siccome esistono un sacco di legami trasversali, segreti, ricattatori, come ci si orienta in questa giungla sociale? La maldicenza è la risposta intelligente: ha la proprietà di diffondersi ovunque tranne che verso i diretti interessati. Perché? Perché così si mantiene la stabilità sociale. I diretti interessati potrebbero compromettere la pace del gruppo se sapessero, gli altri invece con la loro ignoranza potrebbero essere altrettanto deleteri. Nel remoto caso che il pettegolezzo arrivasse alle orecchie dei suoi soggetti, non ci sarebbe un colpevole con cui prendersela perché ormai è un fatto di dominio pubblico. Nessuno si fa male. La maldicenza ti avvisa dove ci sono le sabbie mobili. Ti dà una mappa per evitare di finire nella merda. Ecco perché ho saputo dove si trovavano la bocca di una ricercatrice e il pene di un professore. In caso di concorso per un posto, saprei subito contro chi non partecipare. Ti aiuta ad evitare gaffe come il raccontare barzellette sui gay al tuo capo che ha moglie e figli, ma ogni tanto frequenta quel locale un po' ambiguo sulla costa. Dato che di gaffe ne faccio a ruota, come nel preambolo, e non sono al vertice della piramide sociale, smetterò di pensare ai pettegolezzi come al sale e pepe di vite vuote. Anzi, sarò grato a tutti quelli che mi li riferiranno. Raccontare una maldicenza a qualcuno è un segno di amicizia e di grande stima.

martedì 3 marzo 2009

Qualcuno su Internet ha torto

Occuparsi di ogni singolo idiota che su internet scrive per riflesso condizionato è un'impresa immane e del tutto inutile. Sono troppi e rimane il problema di essere coinvolti in discorsi senza fine. Avete mai visto un idiota arrendersi e ammettere di esserlo? Si può vincere un idiota solo in presenza di un pubblico, ovviamente meno idiota, che riesca a comprendere le argomentazioni e a schierarsi. Questo comporta almeno un paio di problemi: se il pubblico è stupido e/o plagiato, sarete voi a fare la figura dell'idiota a dispetto delle vostre ragioni, se l'idiota ottiene ragione, si convince ancora di più di essere dalla parte del giusto. Poi rimane il dubbio amletico: ho avuto ragione, sono forse io l'idiota? La cosa più saggia sarebbe un'altra. Per dirla sinteticamente con Arthur Bloch: non discutere con un idiota: la gente potrebbe non capire la differenza. Purtroppo io non sono sempre molto saggio, spesso l'opposto, inoltre alcuni idioti sono più dannosi di altri perché hanno un seguito e meritano di essere arginati.
Parto con l'esempio lampante di idiozia da blog. L'anno scorso si montò un caso di "blog antisemiti" perché un tizio con un Q.I. inferiore al numero di scarpe aveva pubblicato una lista con i nomi di professori che sostenevano la causa d'Israele e invitava al loro boicottaggio. Nello stesso sito, il blogger si proclamava Re Shaulos II (non si sa nulla di Shaulos I) e si metteva come regina, con ottimo gusto, Nicole Kidman. Guardando questi elementi, l'impaginazione e il resto dei contenuti non si poteva che ridere. Invece un'idiozia tira l'altra: la notizia fu pubblicata e ripubblicata (c'è il gioco di parole qui), con il solito enorme scandalo su questa ennesima lista di proscrizione antisemita. Nessuno andò a controllare che la lista altro non era che un copia/incolla da un sito filoisraeliano che elencava appunto i propri sostenitori. Il colmo è stato che il blog di Shaulos totalizzò in quei giorni il record di contatti, prima di essere chiuso.
A parte la simpatica digressione, non intendo occuparmi di questo tipo di idioti, perché basta avere un'intelligenza superiore al redattore medio di Repubblica per scansarlo. Esiste un'altra tipologia pericolosa di blogger che vengono linkati, ripostati, fanno i "maître à penser" su diecimila altri siti. Tra questi prendo il migliore: Uriel, il minkiadestra. Lo chiamo minkiadestra perché egli stesso si definisce così; spero non si offenda. Se invece si offende, chissenefrega? Il suo blog è lì a testimoniare che non serve argomentare o discutere con gli altri per avere ragione, basta passare direttamente alla fase degli insulti. Io non sarò da meno. I blog esistono per dare sfogo alle proprie velleità di pensatore, di scrittore, di ragazzina sedicenne in crisi religiosa, ecc. www.wolfstep.cc è tutto questo, soprattutto la parte della ragazzina sedicenne (capirete perché più avanti ;). Uriel però riesce a far credere (ai gonzi) di essere un tuttologo in grado di disquisire di economia, politica, storia, geopolitica, informatica, strategia militare, biologia il tutto con eguale capacità. Orbene, dalle mie parti, si può ottenere o una vasta cultura non molto approfondita o una conoscenza profonda di alcune cose, ma non ampia. Una combinazione delle due al meglio non è possibile, al peggio sì: una conoscenza superficiale di poche cose (= ignoranza totale). Il trucco quando si è così sfortunati è di riuscirla a spacciare per il suo contrario. Il primo escamotage è quello di selezionare i commenti e coccolarsi un'utenza che è convinta di essere speciale perché è ammessa alla corte di re Minkiadestra[¹]. Ecco che il tipico utente non censurato del blog di Uriel è in grado di passare il filtro se scrive cose tipo: sei geniale; hai detto tutto tu; che sintesi e non avrei potuto scrivere di meglio[²]. Mi sembra davvero in linea con chi si fregia di odiare il pensiero banale: circondarsi di yesmen. Questi utenti fungono anche da cagnetti da guardia (quindi andrebbero ridenominati yesdog) da scagliare in caso di bisogno contro quelli che contestano Uriel dentro e fuori dal blog.
I pochi contestatori, che hanno "licenza" di replicare fino a quando funzionano da sparring partner, premettono sempre: sono d'accordo con te, ma... Così facendo sperano di passare un filtro che non è semplicemente draconiano, ma è una vera e propria forma di censura contro chi la pensa diversamente. I contestatori per quanto siano educati stiano certi che potranno continuare fino a quando sarà utile a glorificare il re. Poi l'oblio.
Un altro cavallo di battaglia di Uriel è l'auto-definirsi "apolitico", cosa che aiuta ad attirare tutti quei poveri derelitti di sinistra che vogliono discutere "intelligentemente", ma mai metterebbero piede nel blog di un forzaitaliota o di un leghista e giammai ne farebbero pubblicità su altri siti. Il motivo per cui si definisce apolitico è che non è stato mai a votare. Già qui mi suona un po' come quelli che praticano la castità e vorrebbero spiegarti come/quando/perché fare sesso. Transeat. Il bello è che Uriel ha almeno 5 anni in più del sottoscritto, il che ne fa un quasi quarantenne che aveva diritto di voto quando c'era il proporzionale e un'infinità di partiti tra cui scegliere. Se non ha votato nemmeno in quelle condizioni, probabilmente è perché la sua idea di politica si avvicina a quella di certi vecchietti rimasti senza referenti nel 1943. Solo un'illazione la mia? Può darsi. Allora si provi a spiegare perché ogni suo intervento di critica è sempre ed esclusivamente rivolto alla sinistra, con tanto di insulti: idioti, anticontroboicottari, farlocchi, ecc. Se è con la critica che si cresce, non potrebbe ogni tanto tentare di migliorare anche la destra? Mi pare ne abbiano bisogno da quelle parti. Oltretutto sono al governo e non potrebbe esserci servizio più utile. Il resto dei suoi argomenti, che in linea di principio pretendono di distanziarsi dal pecorume, guarda caso, ricadono sempre nelle ragioni della destra (e del più forte). Povero Uriel, ci prova con tutto sé stesso a volare alto, ma non ci riesce. Una fatina dalle ali spezzate.
Arriviamo alla finzione di competenza. Fingere di essere competente a tutto campo quando si amministra il proprio blog è un giochetto, se si censurano i pareri contrari e si spazia con semplicismo negli argomenti che ai più sono sconosciuti. Gli ignoranti che lo leggono si illudono di capirci finalmente qualcosa, poi si profondono in inchini e leccatine varie aumentando l'aura di onniscenza. Quello che invece è davvero competente dell'argomento proverà a ribattere e finirà più o meno nei guai, il tutto dipende dalla sua capacità. Mi spiego. Arriva il punto in cui Minkiadestra tira fuori un qualche (falso) iper-tecnicismo che l'interlocutore non sa ribattere ed ecco che vince lo scontro. È capitato che discettasse di evoluzionismo e che concludesse di non credere che l'evoluzione sia regolata dal caso e dalla selezione, per via dei numeri coinvolti. Parole sue:
«se hai 17.000 gruppi nel DNA della giraffa, produrre la giraffa è una problema di simplesso in uno spazio di dimensione 17.000. Quando chiedi ai biologi come si sarebbe risolto, rispondono"selezione", cioè un metodo di secondo ordine: tagli la cima di una gaussiana.»


Mumble, mumble, che vuol dire simplesso[³]? Scrissi ad un noto Professore di Matematica che non nomino solo per non coinvolgerlo in una diatriba tutto sommato piccina, molto gentilmente mi rispose così:
«il problema della bassa probabilità degli organismi angustia molti, che mi sembrano però da un lato poco a loro agio con la probabilità (una mano di carte ha anch'essa una bassissima probabilità, ma qualche mano deve per forza uscire. Nemmeno un evento a probabilità NULLA sarebbe impossibile, se lo spazio delle probabilità è infinito). 17.000 dimensioni sembrano un'enormità se le si guarda in astratto, ma in concreto la meccanica quantistica usa regolarmente gli spazi di Hilbert, che di dimensioni ne hanno infinite, ma nessuno solleva mai problemi per le particelle, solo per le giraffe. Chissà perché...»
Quando questa tecnica di farfugliare cose che dovrebbero risultare incomprensibili ai più, delle formule magiche per mettere a tacere i dubbi (capirete presto perché di quest'altra allusione), non funziona, mette in bocca all'interlocutore cose mai dette. Non è una bella genialata?! Si costruisce l'avversario a misura sua per poi abbatterlo. Ecco un esempio:
«Ebbene, gli anticontroboicottari hanno scoperto una cosa: che i proiettili all’uranio impoverito possano provocare il cancro. Oh, beh: considerato che bruciano viva le gente dentro i carri, direi che sia l’ultimo dei problemi. Ha senso, secondo voi, chiedersi se un’arma progettata per bruciare vive le persone possa dare problemi di salute?»
C'è qualcuno che può aver obiettato davvero una cosa del genere? Nell'eventualità, ha senso considerarlo un argomento generico cui ribattere? È abbastanza palese, forse non per Uriel, perché c'è chi è contrario all'uso delle armi al D.U. A Minkiadestra piace vincere facile e si inventa un cretino che si preoccupa della salute dei soldati dentro al tank e non di quella di tutti gli altri.
Potrei continuare ad libitum nel contestarlo: purtroppo questo blogger ha pure una certa prolificità nello scrivere ed uno stile accattivante, lo ammetto. Oltre che sputare sentenze con la consueta violenza verbale, è pure scrittore di fantascienza, giocatore di rugby e praticante di arti marziali. È incontenibile. Mi sono anche incuriosito di cosa potesse avere prodotto al di fuori del suo blog. Ho passato qualche minuto su Google con solo il suo nickname ed un po' di pazienza. E magicamente è venuto fuori che Uriel alias Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar è il promotore del sito www.streghe.cc e di un'associazione "culturale" bolognese che si occupa di esoterismo/occultismo. Ora detesto usare argomenti ad personam, ma visto che il guitto non lo disdegna perché non dovrei? Non vi sentite un po' scemi ad andare su un blog di un Harry Potter di quasi quarant'anni che pretende di discutere in modo razionale con argomenti originali? Io sì e puff, il problema Uriel è sparito.

[¹]Questo si applica a moltissimi altri blog.
[²]Sono esempi di commenti superflui che molto probabilmente troverei inutile pubblicare.
[³]Io ammetto la mia ignoranza molte volte al giorno.

sabato 21 febbraio 2009

Profondo rosso

Nel mio precedente post ho parlato di una forma germinale di dittatura ma gli eventi incominciano a precipitare. La Lega ha visto approvate le ronde ed un altro tassello è andato al suo posto: la creazione di una milizia parallela alle forze dell'ordine sotto il controllo di una parte politica. L'altro tassello è la liquefazione della flaccida opposizione. Di per sé questo non mi dispiace. Sono anni che credo che la sinistra, centro/sinistra, cattocomunisti, chiamateli come volete, meritavano di finire. Ma non ora!

Le ronde stanno partendo con quel fare innocuo e “al servizio del cittadino” che dà il crisma di bontà. Come il pane fatto in casa. C'è la necessità di arginare i barbari, i negri-rumeni-rom-albanesi che stuprano le nostre donne e le fanno sentire insicure di girare per le strade. Il presidente del consiglio si è definito stupito di questa sensazione di insicurezza, perché le statistiche danno in calo tutti i reati. Forse il giochino gli è sfuggito di mano e le sue televisioni, che controlla direttamente, più le reti Rai che controlla per la carica che riveste, non hanno capito che ora devono diffondere sicurezza. Ci fa o ci è o ci piglia per il culo? Domanda retorica. Ogni giorno i TG sciorinano tutti i fatti di cronaca più nera come se fossero le uniche cose che accadono in Italia degne d'interesse. Forse i vari direttori sono confusi: se non possono parlare della crisi economica, se non possono parlare della crisi politico-istituzionale, se non possono nemmeno parlare di cronaca nera, gli tocca rubare i temi a “La Vita in Diretta”. Dal canto suo lo spettatore è portato a credere che la sua vita banale non sia la norma e che la televisione sia il vero specchio del mondo con i suoi stupri, rapine, omicidi, ecc. Ci si può stupire perché i più ignoranti e ottusi favoleggino di ronde notturne per la sicurezza delle nostre donne? Non c'è da preoccuparsi. Sono ronde buone, non fanno male a nessuno, ci sono tanti volontari della protezione civile, ex-carabinieri. Tempo al tempo, e alla prima goccia di sangue queste ronde andranno in giro armate. Il resto è abisso. È già abisso.

Il PD ha perso il segretario. Non mi dilungherò su di un requiem annunciato. È solo l'ultimo capitolo di una serie di errori cominciati 16 anni fa quando le prime operazioni di cosmesi venivano applicate al PCI e ai tronconi della DC. Chirurgia plastica/politica sperimentale. Operazioni fatte per “modernizzare”, ma in effetti delle liposuzioni di elettori. Nel tempo hanno ottenuto l'invidiabile risultato di riempire il pene duro della Lega, un partito anti storico che doveva essere scomparso 10 anni fa, far vincere Berlusconi per tre volte le elezioni, e di sfaldare ogni forma di alleanza prima della scadenza naturale del governo, producendo così una disillusione nel suo elettorato che rasenta lo 0°K della politica. Hanno cavalcato l'antiberlusconismo senza risolverlo mai, pensando che fosse il collante necessario per i propri elettori[¹]. Il Babau con cui terrorizzare gli Italiani e ottenere risultati plebiscitari. Anche questi mai visti. Se Berlusconi ha campo libero, sa chi ringraziare. Hanno ridotto forzatamente le possibilità di scelta pensando che questa fosse la chiave di una "democrazia moderna" (leggi stabile)[²]. No, si è rivelato il metodo per lasciare a casa il 30% degli elettori e perdere comunque, rendendo stabile Berlusconi! Hanno abbracciato ciecamente qualsiasi decisione in campo economico e politico-strategico degli Stati Uniti, arrivando a contraddirsi pure sul programma e sulle promesse. Una sindrome elitista (o forse mera stupidità) li ha spinti a deridere le forme spontanee di aggregazione che si sono presentate negli anni, tradendo e ammazzando lo spirito di partecipazione. Eppure imperterrita, la classe dirigente partitica più vetusta e longeva rimaneva saldamente al comando di questo Titanic con il suo bell'iceberg all'orizzonte. Non si può provare compassione per una cosa così. Solo che ora si apre un altro buco, un altro abisso.

Con una crisi economica che rappresenta l'apoteosi degli errori commessi in campo nazionale e internazionale per quasi 10 anni dalla gestione Bush (non che Clinton fosse meglio)[³], quello che si vede fa paura. Ma in Italia tutto è predisposto affinché sorga questa dittatura interamente. Il malcontento decapitato a sinistra prima o poi si sfogherà. La crisi internazionale produrrà un numero maggiore di arrabbiati in Italia che tutte le nefandezze di Berlusconi messe insieme. Che forma prenderà tutto questo non è chiaro, ma causerà una reazione decisa (vedi G8 2001) e questo governo ci ha già abituati alle peggiori soluzioni d'emergenza. Chi sostiene che il potere oggi ha la tecnologia dalla sua parte e può sistemare le minacce in modo chirurgico, senza creare un regime repressivo nello stile delle vecchie dittature, non si rende conto che prima bisogna piegare gli spiriti irrequieti. Far capire che non ci si può ribellare. In questa fase si farà grande uso della violenza. C'è molto sangue in questo abisso.


[¹] Di servire il Paese non se ne parla.

[²] Strano che questo modello di democrazia bipartica che piace anche al PdL si avvicini così tanto al modello del Partito Unico, che in fatto di stabilità, è un roccia.

[³]La chiave di questo disastro è stata la gestione unipolare dei problemi globali e tanti comportamenti criminali da padroni del mondo.

martedì 17 febbraio 2009

Bidibodibù, a me gli occhi!

Lamentarsi di Berlusconi è come lamentarsi della grandine, dei tornado, o di qualunque altra catastrofe naturale. Fatica sprecata e si aggiunge al già notevole rumore di fondo. Fatto sta che il genio del male ci ha riprovato ancora e questa volta è quasi riuscito in un colpo da maestro: quattro obiettivi abietti in un'unica mossa[1]. Peccato ci fosse di mezzo il corpo e il rimasuglio di vita di una povera ragazza morta 17 anni fa. Non intendo ritornare sulla questione, perché già opportunamente spiegata da gente più degna di me: Travaglio, Fini (Massimo), Grillo, e compagnia. Vorrei solo notare come sia facilissimo riconoscere un dittatore e difficile riconoscere una dittatura. Chiamare Berlusconi un dittatore è esagerato: non ne ha la statura. In tutti i sensi. Tutti sono tranquilli che i dittatori in Italia non torneranno mai. Ci è bastato quel tale di Predappio, anch'egli partito dal PSI, e arrivato a Roma con la camicia nera. Li riconosciamo subito: pelati, fanfaroni, smargiassi, e ridicoli per chi sa guardare oltre. Si arrogano tanto potere che non ne sono mai sazi e governano per 20 anni trascinandoci da una catastrofe all'altra. Noi, uno così, lo cacciamo subito via, vero? Infatti Berlusconi ci prova uguale uguale, ma dato che ha già settanta e passa anni, sembra che nessuno se ne accorga. Non fa nemmeno le campagne del grano. Dove crede di andare in fondo? Forse riuscirà appena in tempo a dichiarare illegale l'opposizione (che già gliela dà vinta su tutte), subalterno il potere inquirente e giudicante, e se stesso monarca assoluto che sarà crepato. In attesa che uno dei suoi delfini acefali o uno dei suoi figli raccolga il testimone e i frutti di questa devastazione, si può azzardare la spiegazione di questa generale miopia di fronte alla dittatura. Il nocciolo sta nella progressiva involuzione che le democrazie occidentali affrontano in questa epoca e che sta lasciando dietro di sé tanti bei diritti che ritenevamo acquisiti. Libertà di parola, uguaglianza di fronte alla legge, diritto alla privacy per il cittadino e trasparenza per le cariche pubbliche, libertà di religione, diritto ad un'informazione plurale, diritto di disporre di sé stessi e del proprio corpo, ecc... Vado a memoria e credo di aver dimenticato pure qualcosa. Da noi questo processo ha un nome e un padre, o meglio, un padrino. Si chiama Piano di Rinascita Democratica (non lasciarsi mai ingannare dai nomi orwelliani) ed è figlio di Licio Gelli, fascista D.O.C.. I migliori incubi han bisogno di "Permaflex".

[1] Mettere sotto scacco opposizione, la Cassazione, il Presidente della Repubblica e allearsi col Vaticano. Il tutto con la tecnica del mordi e fuggi, "moralmente" giustificato. Se gli fosse andata bene avrebbe incominciato ad annullare sentenze per D.L. a gogò.

giovedì 29 gennaio 2009

Debian e KDE4.2

Il KDE (K Desktop Environment) è un sistema integrato per ambienti *nix/Linux per la gestione del desktop dalle finestre in cui vengono eseguiti i programmi, alla configurazione del sistema, fino alla suite per l'office. Partendo dalla versione 2, KDE è stato uno dei fattori del discreto successo di Linux e dell'open source in ambito desktop. Con la versione 3, KDE si è rivelato un fattore trainante proponendo un desktop colorato, originale e pieno di funzionalità. Poi il passo quasi falso del KDE4: tante promesse di cui poche mantenute al primo rilascio prematuro avvenuto un anno fa. Promesse poi rilanciate continuamente e rimandate alla successiva revisione. Ciò ha creato un clima di aspettativa negli utenti che hanno atteso speranzosi l'attuale revisione 4.2 e dopo appena un giorno dal rilascio ufficiale, Debian ha messo a disposizione nel repository experimental il nuovo KDE. Il che dimostra come anche in Debian, detta affettuosamente "culo di piombo", ci fosse una certa eccitazione.
Non da meno, ho colto l'occasione e ho deciso di provare per la terza volta il nuovo ramo di sviluppo del KDE, sperando in decisivi miglioramenti: francamente ero rimasto un bel po' deluso in precedenza. Parte della delusione erano la lentezza del sistema su operazione elementari. Bastava il ridimensionamento delle finestre e lo spostamento delle applet sul desktop per sdraiare la CPU. Per onestà va detto che non era un difetto del tutto imputabile a KDE, ma ai driver di Nvidia. In quelle condizioni si dovevano disabilitare tutti gli effetti grafici che necessitavano della accelerazione 3D della scheda video. Un altra componente della delusione erano l'assenza di applicazioni fondamentali e una certa instabilità di quelle appena portate: Amarok andava in crash di continuo, per fare un esempio. Non sono stato l'unico a percepire questi problemi, visto che molti si sono astenuti dal migrare a KDE4 un anno fa[1].
Le cose stanno migliorando nettamente. I problemi correlati alle prestazioni video sono stati risolti da Nvidia coll'ultimo rilascio dei suoi driver, e da KDE che si configura automaticamente per assecondare le effettive capacità del computer. Ora tutti i famosi eyecandies mutuati da compiz possono essere esibiti a piacimento e senza appesantire il sistema eccessivamente.
Passi in avanti sono stati fatti verso l'usabilità. Avevo già notato in precedenza come KDE4 si fosse avvicinato a GNOME e a MacOSX, allontanandosi dal paragone con Windows, e avesse cercato di ottenere un sistema semplice ed "amichevole". La direzione è stata mantenuta. Dolphin, il sostituto di Konqueror come file browser è decisamente prossimo per idee e funzionamento a Nautilus di GNOME. Konsole è un altro programma che ormai è la copia di gnome-terminal. Mi farà rimpiangere un po' il suo predecessore con molte più opzioni. Il nuovo Systemsettings che si occupa del settaggio di sistema e che ha mandato in pensione l'onnipotente e complesso kcontrol, lascia poche cose da configurare e sempre in modo molto intuitivo. Per quel poco che mi ricordo del Mac OSX, il Systemsettings sembra proprio preso da lì. Detto questo, pare che il gruppo KDE, nonostante i complimenti ricevuti da Linus Torvalds, proprio a riguardo della possibilità di configurare a piacimento ogni minimo dettaglio, ha deciso che KDE4 doveva essere facile[2].
Con questa revisione ho avuto la piacevole sorpresa del ritorno di Konqueror nelle vesti più di browser web che di file manager. Anche grazie allo sviluppo in casa Apple di KHTML, Konqueror è in grado di aggiudicarsi un bel 85/100 di punteggio nel test di acid3. Attualmente il miglior punteggio per un browser su Linux (no, Vista con il suo IE neanche si avvicina a valori di 20/100). Altro gradito ritorno è Amarok che non va più in crash ai ritmi precedenti, d'altra parte è stato notevolmente semplificato nelle funzionalità offerte.
Arriviamo ai punti dolenti. Mancano ancora all'appello applicazioni importanti del calibro di K3b (il programma più completo per la masterizzazione CD/DVD), Kile (frontend per LaTex), Kmid per chi aveva voglia di un po' di karaoke, e i frontend per Network-Manager e Beagle. Queste assenze, mi hanno costretto a lasciare qualche pezzetto di KDE3 in giro. Kpackage, il gestore di installazione e di rimozione dei pacchetti software non ne vuole sapere di funzionare. Ma il difetto più grave, da quello che ho letto in altri blog, è che lo sviluppo del desktop semantico in KDE ha subito una battuta d'arresto. Notizia che ridimensiona ulteriormente questo KDE 4.2 e ci lascia di nuovo in attesa della prossima revisione. Fatto sta che lo sto usando felicemente già da ora e davvero non invidio né gli utenti Apple né tanto meno quelli Winodws.

Per chi volesse installarlo in Debian non resta che seguire questi passi. Ho perso un po' di tempo a configurare Kontact e gli altri programmi di Personal Information Management, ma basta copiare i relativi file da ~/.kde/ a ~/.kde4/. Per esempio, tutte le note di Knotes sono in ~/.kde/share/apps/knotes, mentre la configurazione di kmail è in ~/.kde/share/apps/kmail. Il meno ovvio di tutti è dove kaddressbook mantiene i vostri contatti: essi sono in ~/.kde/share/apps/kabc.





[1]Anche in KDE avevano capito un po' l'andazzo e la scritta "don't look back!" che invitava ad installare il nuovo KDE4 a discapito del "vecchio" KDE3, è stata cancellata dalla home page.
[2] E Torvalds ha voltato le spalle a KDE. I dettagli si possono trovare qui.

martedì 27 gennaio 2009

Via quel crocefisso dalla parete!

Tra le cose che leggo quotidianamente mi sono imbattuto in questo interessante articolo, scritto da un professore belga, dedicato al conflitto tra razionalità e fede. La mia opinione spicciola è che questo conflitto non cesserà fin quando esisterà gente che è disposta a rivolgersi ad una guaritrice, alle preghiere e agli "uomini forti". Dovunque lo spirito critico è stato abolito non c'è speranza di vittoria. Un individuo razionale ha una capacità limitata di convincere un credente, perché il credente ha un'arma definitiva: la fede stessa. I tentativi di persuaderlo con argomenti razionali, sono le prove del fuoco della sua fede. Più sente forte il pericolo di qualcosa che la intacchi, più si opporrà e si chiuderà in sé stesso. Nel difendersi, l'interlocutore assumerà le sembianze del diavolo in persona. La conclusione è che è pressoché futile discutere con loro. Si tratta di una pretesa grosso modo sbagliata. Nello stesso articolo si può trovare un'altra pretesa che ha un sapore d'Utopia, ed è presente spesso nei discorsi di sinistra. Cito dal suddetto articolo:

"The left should not aim at some sort of official atheism, of course, but it should demand that religion be a private matter, namely that it be totally kept out of public life, in particular of political discourse"
trad:
"La sinistra non dovrebbe puntare ad una sorta di ateismo ufficiale, ovviamente, ma dovrebbe richiedere che la religione sia materia privata, principalmente che sia totalmente tenuta lontana dalla vita pubblica, in particolare dal discorso politico". (corsivo mio)

Sembra un bel principio, ma in realtà è completamente scollegato dalla natura umana. Non temete, non sto per sostenere che la spiritualità è un bisogno intrinseco dell'uomo. Me ne guardo bene. È nella natura umana il bisogno di aggregarsi, di fare corpo. Le persone che vivono come importante una qualsiasi dimensione interiore, dalla passione per il gioco degli scacchi a quella per le mostre dei pittori del '300, tendono ad aggregarsi per condividere. Di quante associazioni dal nome strampalato o dagli obiettivi risibili potete fare l'elenco o dire di esserne parte? Sembra sensato richiedere che la passione per gli scacchi sia materia privata e tenuta lontana dal discorso politico, anche se finora nessuno ha mai sentito parlare di leggi fatte sulla base della regola dell'arrocco. Se non succede è per due ragioni principali. La prima è la scala di interessi/bisogni. Ci sono un sacco di cose più importanti degli scacchi per ogni singolo scacchista tali che nessuno di loro troverebbe conveniente muoversi solo su quel piano. Ciò vanifica la portata ideologica di un circolo di scacchisti. La seconda è la grandezza del gruppo. Un gruppo piccolo non ha praticamente alcuna forza. Quando i gruppi hanno assunto una dimensione e una forza sufficiente, allora è il momento di muoversi all'attacco dei gruppi rivali. Il successo della religione sta proprio nella capacità di costituire un pensiero forte: valori, regole di vita, dogmi; e di fare un sacco di adepti. C'è poi l'opportunismo: spesso si desidera far parte di un gruppo religioso unicamente per la forza stessa che si riceve da esso[1]. Per questo quasi tutti i principali rivali delle religioni sono altre religioni. Allora non è possibile escludere la formazione di un polo d'aggregazione ed è sbagliato chiedere che la religione non faccia parte del discorso politico (forse più una supplica da perdente, visto lo svantaggio), perché è come chiedere che una qualsiasi componente del pensiero e del modo d'essere delle persone sia esclusa a priori. A questo punto gli atei, gli agnostici e i semplici laici riconoscono e temono questo potere e formulano questa richiesta basata sui principi suddetti senza rendersi conto che contrappongono un "valore", la laicità, ad un altro "valore", la fede. Non potendo convincere la controparte della supremazia del primo sul secondo, lo scontro si vince attraverso i numeri. Chi ha più sostenitori vince. In questo caso ha vinto la religione, ma mettetevi l'animo in pace perché se non ci fosse, altri tipi di interessi catalizzerebbero le persone e produrrebbero altri raggruppamenti. L'Italia, in assenza di religione cattolica, potrebbe benissimo essere una repubblica fondata sul calcio.
A mio modo di vedere, l'unico modo realistico di perseguire l'obbiettivo di laicizzare la società è quello di presentare dei risultati migliori. Il resto, tipo le appassionanti polemiche scienza-fede, le lotte per l'eutanasia e i matrimoni gay, produce solo un sacco di confusione e ottiene effetti opposti. La scienza e il progresso sono cavalli di battaglia ottimi per lo scopo. Con essi si può dimostrare che ha più senso rivolgersi alla medicina, alla meteorologia, all'ingegneria, all'agronomia piuttosto che alla preghiera. Il tempo maturerà i risultati. Una società, un gruppo o una singola persona che rimane ancorata a valori privi di rapporto con la realtà, finirà sicuramente per trovarsi svantaggiata rispetto alle altre. Potrà essere molto forte internamente, ma estremamente fragile nel confronto con l'esterno. Una volta che la gente avrà sperimentato questa asimmetria, non ci metterà molto a capire cosa deve cambiare. E lo cambierà[2].

[1] Qualcuno potrebbe dirmi sull'esempio dell'Italia che essendo la religione cattolica molto diffusa, ciò equivale a nessun potere. Il potere è ridotto a particella. L'esperienza dimostra invece che si ottengono appoggi anche ad essere relativamente in basso nella gerarchia, per esempio nelle scuole private e pubbliche, nelle ONLUS e nelle ONG.
[2] Per la medesima ragione una gerarchia ecclesiastica appena avveduta non cercherà mai di bloccare effettivamente la scienza e il progresso, perché significherebbe segare il ramo su cui si è seduti. La Chiesa Cattolica è un esempio di discreta avvedutezza, le varie congreghe cristiane americane no.

mercoledì 21 gennaio 2009

Installare Debian Sid amd64 su Acer Aspire 5920G

Linux è buono per svariate ragioni: è stabile, è parsimonioso, è open source, è fico. Lo sappiamo tutti. Ma Linux ha anche una speciale attrattiva per i blogger: garantisce un certo numero di argomenti minimi di cui parlare. Dato che il mio blog, al secondo post già langue, devo ricorrere a questa arma segreta. Spero che serva anche a riempire il blog di niubbi che hanno installato Ubuntu e vogliono vederlo funzionare magicamente con i miei poteri ESP[1]. I niubbi fanno sugo e leggeranno anche i miei altri insignificanti post. Siete i benvenuti, niubbi!
Specifico che quello che sto per scrivere riguarda cose che ho fatto sul mio laptop da Aprile 2007 in poi. Non sono un vecchio rincoglionito, ma la memoria potrebbe fare qualche brutto scherzo, soprattuto a voi! ;-).
Lo scopo di questa guida è di aiutarvi ad ottenere un sistema dual boot Windows - Debian/GNU/Linux amd64, anche se io presumo di non avere a che fare con degli utenti alle primissime armi. Se avete scelto Debian non potete proprio esserlo. Nelle mie intenzioni ci sarà spazio per trattare la configurazione del kernel per chi vuole ricompilarselo a manina, come configurare X, installazione dei driver nvidia, far funzionare quel porc... del WiFi, installare qualche applicazione a 32bit proprietaria, ecc...

La scelta dell'architettura: i386 o amd64?
Il vostro laptop, se dotato di processore Intel Core 2 Duo, è in linea di massima capace di funzionare come un classico i386 a 32 bit oppure come un x86_64, ovvero con le varie estensioni a 64bit introdotte da AMD e copiate da Intel da qualche anno. La cosa di per sé richiede un minimo di attenzione dato che la differenza sembra irrilevante al neofita, ma potrebbe essere importante rispetto all'uso che volete fare del computer e dalle grane che volete avere (sic!).
Da un punto di vista strettamente open source, la disponibilità di software è praticamente la stessa per i due tipi di architettura. Purtroppo non di solo open source si vive e non tutti i programmi proprietari che le aziende hanno di malavoglia distribuito in versione Linux a 32bit sono disponibili anche a 64bit. Skype è un esempio. Flash (si legge Fals) di Adobe è un altro (ma le cose stanno migliorando)[2]. D'altro canto, l'architettura a 64bit offre alcuni vantaggi in campo della computazione pura, cioè laddove il processore deve elaborare numeri grandi, e nella gestione della memoria rompendo il limite dei 4GB che grava su i sistemi a 32bit[3]. I benchmark che ho svolto prima e dopo aver installato la versione amd64 di Debian, hanno dimostrato che il sistema guadagna in velocità anche se la memoria RAM occupata aumenta leggermente.
In conclusione se volete un sistema che non abbia limiti nell'esecuzione di software a 32 bit proprietario, vi consiglio di installare Debian i386. Se avete 4 o più GB di RAM, vi piacciono le prestazioni e i problemi con l'installazione di software non ancora portato a 64bit, amd64 fa per voi e benvenuti nel mio mondo! Sul lungo termine sarete ripagati visto che l'immediato futuro è a 64bit.

Scaricare l'immagine ISO di Debian appropriate
Dato che non siamo interessati alla release stabile, anzi vogliamo arrivare al sistema Unstable o Sid che dir si voglia, sarà meglio partire con la release Testing[4]. Seguite il link:

http://cdimage.debian.org/cdimage/weekly-builds/

e scaricate almeno il primo CD della vostra Debian i386/amd64. I minimalisti che sanno ciò che fanno possono scaricarsi le versioni "business card" e netinst, ma non hanno bisogno del mio aiuto.
Ora dovete masterizzare un CD con quell'immagine ISO. Avrete sicuramente una versione "express" di un qualche programma di masterizzazione sotto Windows Vista. Usatela.

Partizionare l'HD
Questa è la fase in cui se fate danni sono cazzi vostri! Io non voglio responsabilità, piuttosto tenetevi il vostro Vista!
Innanzitutto vi ricordo che Acer, molto carinamente, non distribuisce DVD di recupero per Windows. Ve li dovete fare da soli dopo il primo avvio del PC procurandovi almeno un paio di DVD vergini. Siccome io mi sono gettato nell'installazione di Debian senza fare i suddetti DVD di ripristino, Vista ha subito una bella piallatina. Nessun rimpianto, giuro, ma voi non siete me. Se è già un po' che usate il portatile, avrete sicuramente dei dati da salvaguardare. La parolina magica è: backup!
Per partizionare l'HD dovete avviare il PC usando il CD di Debian e sperare che il programma di partizionamento automatico abbia fatto dei progressi, visto che si è reso responsabile ad Aprile 2007 dell'obliterazione di Vista. Se non volete sperimentare quel dolce addio a vostra volta, si può usare una Ubuntu per questa operazione triviale ;-). So che la soluzione è poco elegante, ma Debian sulle release non ufficiali, tipo la Testing, non mette la massima cura quindi capita che le cose vadano storte. Molto storte. Al contrario Ubuntu, che è destinata agli utenti di primo pelo, sta molto più attenta. Il mio consiglio è di usare Ubuntu per partizionare l'HD e poi tradirla installando Debian! Ahahah!
Il mio HD è stato partizionato come segue:
sda1 25-30GB per Windows XP/Vista ntfs (non formattate! Lasciatelo così. Dovete solo dimagrire la sua partizione)
sda2 15-20GB per / (il sistema) ext3 partizione primaria
sda3 5-10GB per la /home ext3 partizione primaria
sda5 3-6GB per la swap partizione logica
sda6 tutto-il-resto per dati da avere accessibili tra i due sistemi (film, mp3, pdf, ecc...) fat32 o ext3 [5]
sda7 25-30GB ntfs partizione logica per i dati di recupero di Vista
Voi non dovete necessariamente partizionare come me, ci sono tizi la fuori che usano partizioni a sé stanti per /var, /bin, /usr/bin con filesystem differenti a seconda delle performance e della stabilità (es.: reiserfs, xfs), ma è abbastanza complicato. Ritengo che tenere la /home in una partizione tutta sua sia la mossa migliore che potete fare. Avrete il vantaggio che i vostri dati saranno più al sicuro e se vorrete cambiare distribuzione, basterà installarla sopra la partizione / di Debian. Al che sarà sufficiente aggiungervi tra gli utenti e modificare i permessi in /home/nome_utente per riavere tutti i vostri dati.

Installare Debian

Se avete deciso di avviare la procedura di partizionamento con Debian dovreste essere già a questo punto, per gli altri i passaggi sono i seguenti. Modificare il BIOS (premere F2 alla comparsa della schermata) affinché avvii per primo il lettore/masterizzatore DVD. Salvare e uscire premendo F10 e invio. Inserire il CD/DVD numero 1 di installazione Debian ed attendere che si avvii l'installazione. Vi troverete di fronte alla schermata con varie opzioni, scegliere Installer grafico.
Debian vi porrà alcune domande a cui è facile rispondere. Procedete passo passo (lingua, tastiera ecc...). Ad un certo punto vi chiederà come accedere alla rete e individuerà la scheda Wireless. Vi chiederà un dispositivo removibile su cui sia presente il firmware per iwl3945. Saltate oltre perché il riconoscimento automatico della rete non mi ha funzionato e tanto ora non è necessario. Se avete un dispositivo WiFi diverso dal mio, potete provare a farlo funzionare, ma dovete tenere a disposizione una memoria USB con dentro il firmware distribuito da Intel. Debian è graniticamente contro il software proprietario e non distribuisce nel CD 1 tali componenti binari. Andate qui per scaricare i file,
http://www.intellinuxwireless.org/?n=downloads
scompattateli e copiateli nella memoria USB. Debian li troverà da sola al momento giusto. A tutti coloro che vogliono evitare i problemi correlati al WiFi, consiglio l'uso di un cavo ethernet da attaccare al vostro modem direttamente. Se avete un modem ADSL senza porte ethernet, vi dovete arrangiare. Il wireless lo faremo funzionare più avanti.
Procedete con il partizionamento manuale se non l'avete già fatto e quindi designate i target per l'installazione. A questo punto il sistema base dovrebbe essere pronto per essere copiato sull'hard disk. Fatelo.
Quando vi chiederà che bootloader installare nel sistema e dove scegliete GRUB e il MBR (cioè /dev/sda)

Riavvio e inizio dell'upgrade
Una volta installato il sistema Debian si riavvierà, vi chiederà altri parametri, password di root, il nome di un utente e così via. Una volta fatto tutto avrete un sistema essenziale Testing. È quasi ora di passare ad Unstable :-), ma prima di tutto dimostrate di essere dei pigri e abilitate l'autocompletion di bash per semplificarvi la vita. Editate il file /etc/bash.bashrc in modo che alla fine siano tolti i commenti (#) dalla parte dello script apposita. C'è scritto, leggete. Salvate e uscite. Scrivete bash invio in console, così l'autocompletion dovrebbe essere caricata. D'ora in poi premendo due volte il tasto TAB mentre digitate un comando in console, vi compariranno le possibili opzioni per completare il comando o il comando verrà autocompletato se vi è una sola opzione.

Da root editate il file /etc/apt/source.list e fate in modo che contenga queste linee:

#testing
deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian/ testing main contrib non-free

#unstable
deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian/ unstable main contrib non-free

#experimental
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ experimental main contrib non-free

#multimedia packages
deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian-multimedia unstable main

Salvate e chiudete il file

Aprite il file apt.conf (se non c'è createlo)
e scrivete:
APT::Default-Release "unstable";

Salvate e chiudete.
A questo punto dovete essere certi di avere la connessione funzionante con cavo ethernet e mandare questo comando da root:

apt-get update

il sistema scaricherà gli indici dei pacchetti in Testing e Unstable[6].
Una volta fatto scrivete:

apt-get dist-upgrade

Tra poco avrete una Debian Unstable. Fatto?! Avete spalmato il Vinavil sullo schermo? Bene, procedete con l'installazione di pacchetti più fondamentali.

Liberarsi dal login come root
In un sistema Linux la separazione tra account dell'amministratore e utenti normali è alla base di tanta sicurezza in più rispetto ai sistemi Windows (fino a ME per essere onesti). Quando si sta agendo pesantemente sul sistema, loggarsi come root e digitare la password può essere una noia e un rischio di fare qualche casino. Ubuntu ha risolto il problema con l'ampio uso di sudo. Perché non avere un comportamento analogo in Debian? Allora editate con visudo il file /etc/sudoers.

# Uncomment to allow members of group sudo to not need a password
%sudo ALL=NOPASSWD: ALL

Mi sembra chiaro: da questo momento tutti gli appartenenti al gruppo sudo potranno installare software e modificare i file in /etc/ semplicemente anteponendo sudo al comando privilegiato. Potete iniziare fin da ora.

Installare un kernel recente
È ora di installare un kernel che sia recente con i suoi headers:

apt-get install linux-image-2.6.XX-X-amd64 linux-headers-2.6.XX-X-amd64

dove XX sono numeri che potrete vedere listati se premete TAB due volte. Installate gli headers dello stesso kernel che avete scelto. Controllate che il bootloader (GRUB se mi avete dato retta) abbia aggiunto le voci corrispondenti al kernel installato al proprio menu di avvio (/boot/grub/menu.lst). Se volete potete riavviare il PC con il nuovo kernel[7].

Driver video NVIDIA
Per compilare i driver non inclusi nel kernel alla Debian "way of life", installate module-assistant.

apt-get install module-assistant

Installate e compilate i driver video NVIDIA per il vostro kernel

apt-get -t experimental install nvidia-kernel-source (installerà una versione recente dei driver NVIDIA che supporti le schede della serie 8 e 9 es.: Geforce 8600 GS)

dopo di che

m-a a-i nvidia -l 2.6.XX-X-adm64

dove XX sono gli stessi numeri che compaiono nel vostro kernel.
A questo punto è possibile installare anche gli altri componenti per avere l'accelerazione 3D.

apt-get -t experimental install nvidia-kernel-common nvidia-glx nvidia-settings nvidia-glx-ia32 (per i giochi 3D a 32 bit tipo Quake)

Ambiente desktop GNOME o KDE
Personalmente preferisco KDE e grazie al CD di installazione dovreste avere almeno GNOME. Se così non fosse, siete senza interfaccia grafica ed è ora di rimediare:

apt-get install kde kdm

oppure

apt-get install gnome gdm

Installate almeno un gestore di login: kdm o gdm.
Se sapete quello che fate e non volete tutto KDE o tutto GNOME, potete scegliere anche i singoli metapacchetti tipo kde-multimedia, kde-graphics, gnome-desktop-environment. Fatti vostri.

Configurazione di X
Aprite il file /etc/X11/xorg.conf ed editate la sezione device in modo che alla voce Driver ci sia scritto nvidia.
Questo è la sezione corrispondente del mio file. Alcune opzioni sono avanzate, quindi non usatele ciecamente.

Section "Device"
Identifier "nVidia Corporation GeForce 8600M GS"
Driver "nvidia"
Option "DynamicTwinView" "0"
Option "AddARGBVisuals" "True"
Option "AddARGBGLXVisuals" "True"
Option "PixmapCacheSize" "1000000"
Option "Coolbits" "False"
Option "BackingStore" "True"
Option "OnDemandVBlankInterrupts" "True"
EndSection

Riavviate il sistema e dovreste avere un login grafico preceduto dal logo Nvidia. Ah, è il caso di notare che l'opzione "Coolbits" è impostata su False. Questa opzione, quando è impostata su True consente l'overclocking della scheda. Ora, se non siete deficienti, voi non overclockerete mai e poi mai una scheda che è nata male e può rovinarsi se si surriscalda. Leggete qui per maggiori dettagli. Io vi ho avvisato.

WiFi e networkmanager
È giunto il momento di tagliare il cordone ombelicale con il modem ADSL. Installate il firmware per la vostra scheda wireless e network-manager.

apt-get install firmware-iwlwifi

Se l'installazione è andata a buon fine scrivendo in console:

ifconfig wlan0 up

Dovrebbe accendersi il beneamato LED arancione sul bottone WiFi. Eventualmente provate a pigiarlo.
A questo punto è il momento di usare un programma che ci semplifichi la vita al momento della connesione.

apt-get -t experimental install network-manager network-manager-kde network-manager-gnome

Network manager 0.7 va decisamente meglio della versione precedente, per questo la preferisco anche se si trova in experimental. Configurate la rete usando knetworkmanager o nm-applet. Impostate i paramentri per la connessione, eventuale criptazione (WEP, WAP) tramite l'interfaccia grafica. Dovrebbe essere semplice.
Un tool alternativo a network-manager è wicd, ma non ho avuto un'esperienza piacevole con esso: la scheda rimaneva disattivata. Nel caso siate interessati ad usare sempre il WiFi potete imporre che la scheda sia attiva di default. Allo scopo create il file /etc/modprobe.d/iwl3945 e scrivete la seguente linea all'interno:

options iwl3945 disable=0


Risoluzione dei problemi con il WiFi:

Il led non si accende
Capita che il LED non si accenda nemmeno pigiando il tasto e questo indica che la scheda è spenta. A quanto pare il problema è di come il bottone si interfaccia alla scheda WiFi. Il bottone viene interpretato in Linux come un bottone hardware cioè in grado di spegnere e accendere la scheda direttamente, mentre potrebbe essere un bottone software, cioè un tasto in grado solo di comunicare con un programma che manda segnali al driver di spegnersi e accendersi. Quando succede che il LED rimane spento, bisogna utilizzare uno di questi "work-around":
  1. Spingere il tasto WiFi una volta sola.
    Andare quindi con il cursore sopra l'icona di knetworkmanager nella systray e cliccare con il tasto destro. Scegliere
    Deactivate Connection -> Disable Wireless.
    Ripetere l'operazione con il tasto destro su knetworkmanager e scegliere
    Deactivate Connection -> Enable Wireless
  2. Rimuovere il modulo iwl3945 e ricaricarlo. Da root digitate:
    modprobe -r iwl3945 e modprobe iwl3945
  3. Stoppare network-manager /etc/init.d/network-manager stop
    Rimuovere il modulo iwl3945 e ricaricarlo.
    Mandare il comando ifconfig wlan0 up.
    Riattivare network-manager /etc/init.d/network-manager start
Non vede l'access point
Se lanciate il comando:

iwlist wlan0 scan

La scheda vi dovrebbe rispondere con la lista degli access point disponibili. Se invece vi rimanda una risposta così:

wlan0 No scan results

forse il vostro access point è settato su canali oltre il decimo (10) mentre la vostra scheda considera proibiti quei canali. Questo dipende dalla legislazione dei vari Paesi riguardo l'uso delle frequenze radio. Per risolvere, create un file in /etc/modprobe.d/cfg80211 che contenga la seguente linea:

options cfg80211 ieee80211_regdom=EU

Riavviate il PC e verificate che ora tutto funzioni.

Web Camera
Il driver è già incluso nei kernel più recenti. Installate cheese.

apt-get install cheese

Lanciate cheese e se tutto va bene dovrebbe accendesi il LED verde accanto alla telecamera. La vostra brutta faccia dovrebbe essere attualmente sullo schermo.

Bluetooth integrato

Ehehehe. Il mio modello ha solo il tasto ma non la mini scheda BT interna... vogliono più di 100€ per il pezzo. Sono pazzi! Ho comprato un mini-dongle BT USB della Trust, spesa sotto i 10€ e ha funzionato da subito. Per accedere ai dispositivi BT e loro servizi installate i pacchetti kdebluetooth e/o gnome-bluetooth il resto dovrebbe essere automaticamente installato come dipendenza. Nel caso aveste il BT integrato, il kernel dovrebbe già avere i moduli caricati in automatico, vi resta solo da installare le suddette applicazioni.


[1] Se mi pagate ci potrei pure ripensare.
[2] È possibile con un po' di pazienza installare Skype su amd64, ma altre applicazioni danno dei problemi maggiori, per esempio i codec per alcuni formati multimediali.
[3]Ho messo le mani su un bel laptop Asus con ben 4GB di memoria RAM. Peccato che il BIOS dovesse essere aggiornato per vedere il quarto GB e che comunque non ci fosse verso con Windows Vista a 32bit di fargli vedere tutta la memoria RAM. Linux non ha questi problemi nemmeno nella versione x86, sebbene la mappatura della memoria oltre i 3GB appesantisca un po' il sistema.

[4] La mia logica è che l'attuale release stabile (Etch) non contiene un kernel che possa far funzionare appropriatamente tutto l'HW del mio laptop a partire dal controller SATA fino al WiFi. Lenny, attuale Testing, uscirà tra poco, forse a Marzo prossimo (sempre se ai piani alti di Debian daranno l'ok). Se volete aspettare l'uscita ufficiale di Lenny, accomodatevi. Devo aggiungere che il software disponibile in Testing è molto più simile a quello in Unstable: ciò comporterà meno necessità di riconfigurare il tutto e meno pacchetti da scaricare per l'upgrade.
[5] Se formattate ext3 ci sono dei driver per Windows per consentirgli la lettura e la scrittura su questo tipo di filesystem.
[6] Avere i pacchetti di Testing a disposiozione serve a sostituire quei componenti di Unstable che si scoprono troppo buggati.
[7] Dal kernel 2.6.26 quasi tutto l'hardware dell'Acer Aspire 5920G è supportato senza bisogno di ricompilazione di moduli esterni, per questo il mio consiglio è di installare un kernel recente.