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martedì 10 novembre 2015

Installazione di Debian su Asus N551jw-cn067h

Ho fatto una pazzia ed ho acquistato questo laptop seppure in sconto a poco più di 900€ (davvero una cifra grossa per me) perché gli ho fatto la corte a lungo ed è davvero un bel pezzo di hardware. Lo chassis è in parte in alluminio e le componenti interne sono ottime, ma bisogna prestare attenzione ai membri della famiglia N551. Nel mio modello, il processore è un Intel Core i7-4720HQ che a dispetto del numero identificativo più basso è migliore dei più comuni Core i7-4750HQ che si trovano su modelli analoghi della Asus in questo momento, stessa storia per la scheda grafica montata che nel mio è una bella Nvidia GTX 960M, contro delle molto meno potenti GTX 950M montate sugli altri esponenti della famiglia. Non intendo dilungarmi oltre sull'hardware perché non è nello scopo del post, ma ho voluto giusto dare qualche input a chi si appresta ad acquistare un PC e si trova ovviamente perso nel labirinto di sigle e codici numerici che "contraddistinguono" componenti e modelli, ma che hanno ormai poco significato se non per l'ufficio marketing dell'azienda produttrice. Consiglio caldamente notebookcheck.net per informarsi e farsi un'idea prima di ogni acquisto.

Al momento di installare Debian/Linux, suppongo che il vostro problema sia, come nel mio caso, di voler far convivere Debian e Windows 8.1/10. Occupiamoci prima della parte Windows con qualche piccola precisazione. Se è vostra intenzione passare a Windows 10 sappiate che prima bisogna attivare la vostra copia di Windows 8.1. Non potete installare direttamente un .iso di Windows 10, magari su un nuovo disco SSD (come ho erroneamente creduto di poter fare io all'inizio), perché Windows 10 non accetterà il vostro codice seriale di Windows 8.1. Accendete allora il vostro PC e attivate la copia di Windows 8.1 che avete preinstallato dopodiché potete procedere con gli aggiornamenti ed eventualmente all'upgrade a Windows 10. Se volete cambiare il disco rigido con un SSD, fermatevi alla sola attivazione di Windows 8.1 e procuratevi una chiave di memoria USB da almeno 16GB. Con un programma, Asus Backtracker, si produce una copia installabile di Windows 8.1. Questa parte dovrebbe essere abbastanza semplice/autoevidente per cui non mi dilungherò sull'argomento. Una volta preparata la chiavetta USB, spegnete tutto, usate le precauzioni dovute nel cambiare parti HW del laptop per evitare scariche di elettricità statica, e sostituite il disco fisso. Basta un cacciavite a croce piccolo per tutta l'operazione. Riaccendete il vostro laptop e accedete al BIOS-UEFI spingendo F2 e fate avviare il sistema dalla chiavetta, quindi installate di nuovo Windows 8.1 sul nuovo HDD/SSD. Per ogni eventualità futura conservate l'hard disk originale oppure la chiavetta USB. Da questo momento potete procedere con l'aggiornamento o l'upgrade a Windows 10 e/o con l'installazione di Debian.
Debian
Consiglio di usare l'immagine netinstall che si ottiene da Debian perché è piccola, si scarica velocemente, funzionale al processo di installazione e di usarla con un altra chiavetta USB (anche da solo 1GB) diversa da quella che potreste aver usato precedentemente. Per creare la chiavetta USB avviabile ho adoperato unetbootin che ha funzionato senza intoppi, tuttavia è sconsigliato da Debian come ho scoperto successivamente. Ribadisco che non ho avuto problemi con unetbootin, ma voi fate come credete. Avviate da BIOS-UEFI la chiavetta e l'installazione guidata di Debian dovrebbe procedere liscia permettendo a Debian di usare i pacchetti non-free che contengono il firmware per la scheda di rete e il wi-fi. Ora non ricordo di preciso, se il momento del partizionamento dell'hard disk venga prima o dopo questa fase, al riguardo però consiglio di proseguire con il "partizionamento manuale" perché la procedura automatica tende ad essere molto classica: unica partizione di sistema / con home annessa e swap e sovrascrittura di Windows. Qui vi dovreste regolare come meglio credete e ridurre la partizione Windows (fate attenzione se avete un disco con dati frammentati) a circa 100GB; dal canto mio per Linux preferisco riservare 25-30GB a /, 10-20 GB alla /home su una partizione separata e per quanto riguarda la partizione di swap si dovrebbe seguire la regola aurea che dice swap=RAMx2. Personalmente è una regola che non ha senso se non aprite davvero tante applicazioni, visto che gli 8GB di RAM compresi nel PC sono difficili da occupare tutti con un normale utilizzo. Facendo un esempio: mentre scrivo questo post sono su Plasma 5 e ho aperto 15 pagine circa in Iceweasel (che sarebbe una versione di Firefox senza il marchio della volpe), LibreOffice Writer e MakeMKV e ho ancora 5 su 8GB di RAM liberi. Devo dire che se avete anche voi montato un disco SSD, 16 GB di disco non solo sono preziosi per le attuali pezzature, ma la partizione di swap va assolutamente evitata perché fa invecchiare velocemente le memorie flash di cui lo SSD è composto. Continuate con l'installazione fino alla fine avendo cura di installare grub come avviatore principale. Riavviate, rimuovete la chiavetta USB di installazione e controllate di avere la possibilità di avviare a piacimento Debian o Windows da grub.
Il sistema base su netinstall comprende LXDE che è un ambiente grafico spartano tuttavia completo (al livello di un Windows XP tanto per capirci). Quando siete arrivati a questa fase potete installare Gnome, KDE o XFCE e/o spostarvi sul ramo testing o unstable di Debian. Qui ognuno ha le proprie preferenze. Io ho usato e uso Plasma 5/KDE su Unstable e con soddisfazione ho notato che mai mi era capitato di vedere quasi tutto il sistema funzionare perfettamente da subito senza grossi intoppi.
Alcune cose che rimangono da sistemare alla fine sono infatti: il minisubwoofer, le combinazioni di tasti speciali, la scheda Nvidia, il disco SSD, il kernel.

Minisubwoofer
Il minisubwoofer non funziona di default e in giro potete trovare diverse opzioni per attivare questa funzione del driver HDA di i+Intel. Io ho seguito questa procedura mutuata da Arch
All'interno della cartella /etc/modprobe.d creare il file
asus-n551-hda-fix.conf
con dentro il seguente testo:
options snd-hda-intel patch=asus-n551-hda-fix.fw,asus-n551-hda-fix.fw 
All'interno della cartella /lib/firmware creare il file
asus-n551-hda-fix.fw 

contenente il seguente testo:

[codec]
0x10ec0668 0x104313bf 0

[model]
asus-mode8

[pincfg]
0x1a 0x90170150



Riavviare

Scheda video
Parto dal fatto che non ho nemmeno provato ad usare i driver liberi nouveau perché se si è davvero interessati all'accelerazione 3D hardware, questi non hanno senso: tanto varrebbe accontentarsi della scheda integrata Intel.
A prescindere dalle preferenze per Debian stable/testing/unstable per quanto riguarda i driver nvidia bisogna rivolgersi al ramo experimental  perché la scheda grafica gtx 960m non è supportata nei driver attualmente presenti in questi rami. Il supporto parte dalla versione nvidia 3.52.xx. e si deve installare bumblebee. Attivate i repository in experimental e procedete all'installazione dei pacchetti relativi:
sudo apt-get -t experimental install bumblebee nvidia-driver nvidia-dkms
controllate con dkms status se il driver è stato compilato per il vostro kernel
Ricorrete a sudo update-initramfs -u -k numero_del_vostro_kernel nel caso questo non sia stato fatto automaticamente da dkms.
Riavviare

Tasti speciali:
Nel kernel ci sono dei driver appositi che permettono di attivare i tasti speciali e altre particolarità del laptop: asus-wmi, asus-nb-wmi.
Comunque per completare la configurazione dovreste editare il file /etc/default/grub in modo che inserisca questo parametro per il kernel "acpi_osi=" es.: GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet acpi_osi="
Controllate dopo il riavvio che funzionino tutti i tasti speciali con xev. Dopo questa impostazione a me hanno iniziato a funzionare sia la regolazione dell'illuminazione dello schermo (che prima potevo fare solo tramite i controlli in Plasma/KDE) che il tasto per la "modalità aereo" che spegne la scheda wireless. Il resto funzionava bene anche prima. Potete impostare il vostro DE per lanciare delle applicazioni a seconda dei tasti speciali che premete es.: kcalc con fn+invio_kp.

Eventuale disco SSD
Se avete installato un disco SSD consiglio di leggersi questo link. Inoltre se avete delle funzioni di ricerca desktop (baloo, nepomuk, beagle, google-desktop) spegnetele totalmente o disattivatele per le partizioni che stanno sul disco SSD. Vi assicuro che una ricerca classica su tutti i file sarà molto veloce anche senza l'indice dei dati sullo SSD, mentre l'indicizzazione produrrà un grosso database nella vostra home e tante scritture sul disco, che come già detto lo consumano.

Kernel
Ho diverse macchine desktop con Debian e da anni cerco di rendere l'immagine del kernel il più possibile adatta al mio uso e al mio hardware. Il link vi permette di scaricare un config (per kernel 4.3) che contiene tutti i driver per far funzionare il vostro Asus N551JW (più un HP pavilion e un Acer aspire :D). È ovvio che se avete necessità particolari come un diverso filesystem (io uso ext4, ntfs e vfat) o periferiche aggiuntive, dovete metterci mano, ma è una buona base di partenza.

sabato 29 ottobre 2011

GNOME 3 o di come imparai ad amare l'iPhone.

Gli utenti Debian/Sid hanno da poco la possibilità di provare GNOME 3. Fortunatamente per loro, gli altri che hanno installato Fedora, Suse e pure Ubuntu, hanno avuto questo privilegio molto prima, così come di rimanere scioccati anzitempo. Per qualcuno di questi privilegiati è addirittura stato possibile superare lo shock nel mentre che i pacchetti di GNOME passavano dal ramo experimental a quello unstable di Debian: non si può dire che in casa Debian si facciano metter fretta. Ecco, ora siamo al pari degli altri e anche io posso finalmente scrivere quanto GNOME 3 faccia schifo.
Non che prima ne fossi mai andato pazzo, infatti ho sempre preferito KDE, anche il troppo vituperato KDE4 mi è piaciuto più di qualsiasi GNOME, tuttavia ci sono delle forti ragioni per questo senso di schifo: GNOME 3 trasforma il vostro PC in un iPhone. In sintesi è questa la critica che quasi identica è stata scritta altrove perché non c'è un menù dei programmi, le finestre sono senza i classici pulsanti che mettono a tutto schermo o riducono nella barra dei processi l'applicazione, la configurabilità è ridotta all'osso e siete sempre connessi con qualche cavolo di programma da "social network" integrato. Linus Torvalds che già un tempo era passato da KDE a GNOME per il disappunto avuto con KDE4, ha dichiarato che d'ora in poi il suo Desktop Environment sarà XFCE, perché non vuole essere trattato come un deficiente.
A parte dedurne che per piacere a Linus un DE debba assomigliare a un qualche Windows/MacOS pre anno 2000, c'è del vero nella sua e nelle altre critiche, ma siamo certi che siano giuste?
Di recente è morto Steve Jobs, che ha sicuramente avuto il merito di trasformare l'esperienza informatica in qualcosa cui si possono avvicinare tutti, soldi permettendo. È stato un imprenditore del settore IT che è riuscito ad essere vicino all'uomo medio: un tizio che vorrebbe servirsi del computer, ma ne ha fondamentalmente paura. Jobs ha fatto palate di denaro vendendo il design più biecamente banale e sistemi operativi scopiazzati da FreeBSD e ricostruiti per rendere tutto semplice. Ha fatto di più rendendo l'utente Mac completamente dipendente dai prodotti Apple (vedi la gestione dei DRM e iTunes). Il cuore della strategia Apple è stata di fornire poche solide decine di opzioni e di funzioni laddove la concorrenza ne offriva centinaia, su sistemi spesso instabili o mal funzionanti. Ha eliminato la confusione e la frustrazione dall'esperienza dell'utente.Tutta questa paurosa riduzione di contenuti è stata indorata opportunamente con una feticistica attenzione per gli effetti speciali e l'estetica, sia dentro sia fuori i prodotti della Mela.
Grazie a questa intuizione che ha reso Jobs multi-milionario, si è anche creato un culto della personalità di cui tutt'oggi sentiamo l'effetto: per gli affezionati fan di Apple è morto il guru che li aveva introdotti nel mondo dell'informatica e li aveva fatti sentire fichi, nonostante la loro totale incompetenza nell'ambito.
La progettazione di KDE4 e GNOME3 ha risentito pesantemente dell'intuizione di Steve Jobs: mentre KDE4 è più figlio del MacOSX con le sue novità nell'interfaccia in stile Exposé e l'uso delle trasparenze a tutto spiano, GNOME3 è più figlio dell'iPhone e dell'iPad, che sono dispositivi nati per connettersi a internet e divertirsi, spogliati di ogni velleità produttiva[1].
Il mondo Linux è pieno di smanettoni e hacker arrabbiati per questa deriva verso il mondo dei bamboccioni che usano il computer solo per cazzeggiare e che si mettono a piangere se gli togli il mouse, tuttavia se lo scopo dell'impresa GNU/Linux è davvero quella di diventare un sistema operativo di massa è proprio in quella direzione che si deve guardare. Al mondo esiste una prima grande massa di persone per cui qualsiasi tipo di computer è troppo costoso; non ci si può rivolgere ad essa se non con progetti in stile One Laptop Per Child, e ancora si stenta a informatizzarla. Con i requisiti hardware di OLPC, i DE di 10 anni fa sono pure troppo: non c'è interesse nemmeno fra gli sviluppatori. Esiste una seconda massa di persone che ha familiarizzato da tempo con l'informatica e ha i soldi per comprare regolarmente dei nuovi dispositivi. Tuttavia è composta da affezionati che usano il PC prevalentemente per lavoro e che sono restii a cambiare: ecco perché Linux in 20 anni non è cresciuto sui desktop. Esiste un'ulteriore massa di persone, molto più piccola della prima, ma più grande della seconda e parzialmente inclusa in essa, che ha i soldi per comprarsi qualsiasi dispositivo, ma o non è in grado di sfruttarlo appieno e lo trova eccessivo nelle funzioni o ne è intimorita. I tablet e gli smartphone sono esattamente quello di cui questa massa aveva bisogno.
Google ha capito l'antifona ed ha sfornato Android che è stato ben recepito. Gli sviluppatori di GNOME 3 e KDE4 hanno compreso la stessa cosa, solo che si trovano a fronteggiare la resistenza dei fan della shell, degli integralisti delle "scorciatoie da tastiera" e degli amanti della personalizzazione barocca del desktop. Se mai Linux dovesse sfondare tra le masse, non sarà di certo grazie a loro che sono una minoranza che mi pare molto orgogliosa di esserlo. L'elitismo è una vecchia piaga dell'open source.

[1] Per KDE4 le critiche furono spietate e KDE si discostava davvero poco dal modello di desktop conosciuto fino allora.

sabato 29 agosto 2009

Avanti tutta, anzi no!

Ho appena scritto nell'ultimo post una guida a come installare software a 32bit su Debian/Sid per amd64 con ia32-apt-get, decantandone le lodi che devo subito fare una bella marcia indietro[1].
Per quanto Debian sia considerata la distribuzione adatta ai sub-genius, io sono solo un utente che si sfascia la testa a capire ogni volta come configurare le cose e per questo leggo qui-e-là , uso google a manetta nella speranza di trovare qualcosa di pronto e, solo come ultima risorsa che in realtà dovrebbe essere la prima, leggo il fottuto manuale. I manuali sono delle palle mostruose. Quando scrissi "Debian multiarchitettura amd64 e ia32" avevo fatto tutto questo ed anche di più: ero andato sulla mailing list debian-dev a spulciarmi i messaggi in cui si faceva l'annuncio di ia32-apt-get, ragioni per cui era migliore del sistema precedente e contorno di applausi dagli altri sviluppatori. La nuova via sembrava tracciata, senonché trascorre un mese e alcuni upgrade incominciavano ad essere bloccati e forzarli comportava di nuovo la rimozione di tutte le componenti a 32bit. Mmmm, dove avevo già visto questo film? Nello scorso post! Ma alla fine non avevo risolto tutto con tanto di guida per tutti? Nel frattempo discuto con uno sviluppatore Debian tramite e-mail, faccio la mia solita figurina di ignorante che non sa gli ultimi eventi, e mi viene detto che ia32-apt-get è stato abbandonato perché le masse non l'hanno accolto. Mumble, da quando in Debian si preoccupano delle cosiddette "masse"? Non erano quelli che "la distribuzione esce quando è pronta" e magari passavano 5 anni per una nuova release nonostante le sollevazioni popolari e la gente che abbracciava SuSE e RedHat? Un miglioramento apprezzabile, per carità, ma sicuramente lo sviluppatore cercava di essere molto educato nel dirmi il perché si era deciso di abbandonare ia32-apt-get. Torno ancora su debian-dev per vedere con i miei occhi questa decisione e scopro che la verità è un'altra: ci sono state forti polemiche contro il nuovo sistema.
La gente è portata ad immaginarsi il mondo del software libero come ad un grande movimento di amore per l'umanità post-hippie, ma in realtà si scannano di continuo. Celebri litigate come la volta che Erich Raimond minacciò di praticare il karate su Linus Torvalds e Linus rispondeva che delle arti marziali si occupava sua moglie (campionessa olimpica di Judo), non capitano tanto spesso, tuttavia sotto l'orizzonte del mediaticamente appetibile i litigi sono pane quotidiano. Primo, gli informatici sono gente abituata a pensare in maniera logica quindi se esistono due soluzioni per un problema, una è quella giusta, l'altra è una cagata[2]. Secondo, la maggior parte di loro ha scarsa dimestichezza con la diplomazia, anzi in parecchi pensano che infilare un tot di arguzia nel discorso serve a far ridere la platea e a dimostrare che l'altro è un demente che blatera. Mescolate questi due ingredienti e avrete un'idea del livello di cattiveria che le discussioni possono raggiungere.
Con ia32-apt-get le cose si sono svolte in due tempi, dapprima c'è stato il supporto degli entusiasti per tutti i motivi riportati da me nel precedente post, poi sono arrivati i critici e gli scettici. Sono stati astuti perché hanno portato l'attacco quando lo slancio iniziale era scemato, sono stati proprio stronzi[3] perché hanno scompaginato le cose a metà progetto. Alcuni di questi hanno addotto che il sistema presenta rischi per la sicurezza e che delle semidivinità chiamati ftpmaster[4] avrebbero bloccato il progetto per tale motivo[5]. Altri che il progetto si poteva fare meglio per esempio rendendo facile la creazione di un ambiente chroot per gli utenti. Il tutto è riassunto in questo thread, partito proprio per iniziativa di un ftp-master per ridiscutere il tutto. Nella mia testa leggevo e pensavo: ma gli ftpmaster, questi esseri supremi che hanno potere di veto su tutto in Debian, non potevano dire la loro prima che il progetto ia32-libs-tools partisse? E questi altri con le idee migliori non potevano sviluppare la loro magnifica idea anziché distruggerne una? Un'idea che non mi pare affatto magnifica perché una volta lessi come si costruisce un ambiente chroot e mi sembrò la descrizione dell'inferno, tanto che preferii fare a meno di certe funzioni piuttosto che impelagarmi in quella faccenda.
La morale è che dei teppisti dialettici possono fare abbastanza casino da far abortire un progetto che avrà avuto dei difetti, ma non era nemmeno uscito dal bozzolo. Il tutto per tornare al vecchio sistema considerato universalmente dispendioso, orribile, stupido, ecc. Ora, tutti coloro tipo me che sono saltati sul nuovo sistema devono fare marcia indietro, installare ia32-libs e ia32-libs-gtk e reinstallare skype, wine e compagnia. L'operazione di per sé non è traumatica: è quello che si è fatto fin dall'alba di Debian amd64; ma quello che davvero mi fa girare i cosiddetti è che la famosa considerazione per gli utenti ha sempre un limite e quel limite a me pare sia l'ego smisurato di alcuni sviluppatori.

[1] Non tolgo il precedente post solo perché in questo mondo di matti, potrebbe benissimo tornare utile di nuovo.
[2] I problemi nascono quando per esempio una soluzione sul breve termine è ottima, mentre un'altra lo è sul lungo, a questo punto solo le proprie convinzioni nell'una o nell'altra sono i veri motivi dello scontro. Ah, poi c'è qualcuno che anziché
solo pensare le cose, le realizza pure.
[3] C'è sempre qualcuno che agli argomenti preferisce i mezzucci o che non disdegna di usarli anche quando ha buone idee.
[4] Sono dei responsabili del progetto Debian che decidono cosa è buono è cosa no, il loro giudizio è insindacabile anche perché sono due e controllano i server Debian. Finora hanno agito a fin di bene, pare...

giovedì 30 luglio 2009

Debian multiarchitettura amd64 e ia32

Chi sta sul ramo Sid di Debian amd64 avrà notato che da un po' di giorni è "impossibile" aggiornare dei pacchetti di software per via di dipendenze non soddisfatte. Il tentativo di forzare le dipendenze con apt-get o aptitude quasi sicuramente si risolverà nella disinstallazione di wine, skype e le librerie di supporto ai programmi a 32bit. Cosa succede? All'interno dei processori a 64bit di AMD e Intel, praticamente tutti i moderni processori a singolo e doppio core, esiste un cosiddetto "compatibility mode" grazie al quale è possibile eseguire programmi a 32bit in un sistema operativo a 64bit, purché si abbiano le relative librerie. Fino ad ora, chi aveva installato una Debian amd64, cioé l'architettura che supporta sia i veri e propri AMD64 sia gli Intel Core 2 Duo, trovava all'interno dell'albero del filesystem la cartella /emul che contiene le librerie che fanno funzionare una manciata di programmi a 32bit. Nella mailing list degli sviluppatori Debian è stato deciso che è superfluo e difficoltoso mantenere delle librerie separate a 32bit per il funzionamento di questi programmi all'interno dell'architettura amd64, quando esiste un intera architettura a 32 bit dedicata che è disponibile da sempre per i processori i386. Questa decisione riguarda anche Ubuntu e un wiki che la spiega può essere letto qui. Le librerie che Debian ha deciso di abbandonare si chiamano ia32-libs e ia32-libs-gtk[¹]. Le ragioni principali di questa scelta sono che la loro compilazione e memorizzazione occupa CPU e spazio su disco dei server Debian e che è ormai un inferno mantenerle aggiornate. Questi pacchetti infatti sono in realtà una collezione di librerie a 32bit e quando cambia un singolo elemento bisogna rifare tutto da capo. Probabilmente questa soluzione che è ora alle corde è stata adottata a suo tempo perché si pensava che, prima o poi, tutto il software sarebbe stato portato a 64bit, consentendo di fare a meno di programmi non nativi e relative librerie. Purtroppo questa transizione completa non c'è stata e due programmi di largo uso quali skype e wine sono ancora lì. Che in tre anni non sia uscita una versione di skype, non dico a 64bit, ma che tenga il passo con le versioni per Windows è solo colpa della trascuratezza di skype. Dal canto suo wine replica le API di windows a 32bit e temo che non abbia senso portarlo a 64bit. Fin quando avremo bisogno di far girare programmi a32bit per Windows sul nostro sistema, ce lo terremo così.
Veniamo alla transizione. Una volta che in Debian si è stabilito che usare ia32-libs e ia32-libs-gtk era deprecato, come si poteva procedere? Come si poteva evitare che le librerie a 32bit e quelle a 64bit, così come i programmi, non si confondessero e sovrascrivessero tra loro? La risposta è stata ia32-apt-get. Con questo sistema voi installate una versione di apt-get che attinge direttamente dai pacchetti contenuti nell'architettura i386 e automaticamente li converte per amd64 separandoli nella directory /lib32 e /usr/lib32 anziché in /lib e /usr/lib come accadrebbe normalmente. Inoltre rimuove tutti i file che sono doppi delle rispettive versioni a 64bit come le pagine di man, README, note di rilascio e compagnia. È ora di mettere mano a questo sistema innovativo.
Innanzitutto si deve installare ia32-apt-get, questo porterà via le librerie attualmente deprecate e programmi associati. Va bene così, dopo si reinstallerà tutto. Vi sarà anche chiesto se volete limitare la presenza di pacchetti a 32bit alle sole librerie oppure estenderla a tutto. Nonostante il messaggio sia abbastanza allarmistico, chiederete tutto "All". Dopo configureremo il sistema in modo da evitare i pericoli segnalati da questo messaggio. Subito dopo, la lista /etc/apt/source.list sarà convertita per ia32-apt-get e la troveremo in /etc/ia32-apt/. Molto semplice. Procediamo come ci viene indicato dalla pagina di README.debian del pacchetto ia32-apt-get. Le fasi successive sono le seguenti:

  • modificare la lista dei repository Debian /etc/apt/source.list D'ora in avanti ogni voce all'interno del file viene trattata come valida per entrambe le architetture. ia32-apt-get scaricherà gli indici dei pacchetti sia da amd64 sia da i386. apt-get invece continuerà a comportarsi "normalmente" e scaricherà sempre da amd64. Se si vuole modificare il comportamento di ia32-apt-get, bisogna usare questa sintassi nelle voci di source.list:
    deb [arch=xxx] uri ecc...
    Per esempio: deb [arch=i386] http://ftp.it.debian.org/debian/ ecc..
  • Fare spazio nella memoria cache di apt. Probabilmente avrete degli errori come Dynamic MMap ran out of room. Editate il file /etc/apt/apt.conf in modo che contenga una linea cosi:
    APT::Cache-Limit "50000000"
    La misura del limite è in byte, quindi la mia corrisponde a circa 50MB. Dato che gli indici scaricati raddoppiano, è una quantità opportuna.
  • Convertire a "manina" la lista /etc/apt/source.list. Andate in /usr/share/ia32-apt-get/ e con sudo ./convert-all-sources.list riconvertite la lista dei repository Debian. Questo vi serve ogni volta che editate /etc/apt/source.list per sincronizzare la versione in /etc/ia32-apt/source.list
  • Stabilire la priorità dei pacchetti, il cosiddetto pinning, in modo da evitare che apt-get "preferisca" i pacchetti dell'architettura i386 e succeda quanto premesso dall'avvertimento. Editate quindi /etc/apt/preferences in modo che contenga queste righe:

    Package: *
    Pin: release a=unstable-i386
    Pin-Priority: 400

    Package: *
    Pin: release a=testing-i386
    Pin-Priority: 300

    Modificatele a secondo che preferiate testing ad unstable. Naturalmente la Pin-Priority deve essere molto più bassa di quella dei pacchetti provenienti dai repository che per voi hanno la precedenza. Nel mio caso, i pacchetti amd64 hanno di default una Pin-Priority superiore a 900.
Ora lanciate ia32-apt-get (sudo ia32-apt-get update) e vedrete che scarica gli indici dei pacchetti sia da amd64 sia da i386 e alla fine "fonde" questi indici. Se lo avete impostato bene, quando gli chiedete di installare un pacchetto, prima vede se è disponibile per amd64, se non c'è lo scarica da i386. Nel caso in cui presenti una indecisione si può specificare così:
sudo ia32-apt-get install ia32-nome_pacchetto [²]
Come suo solito ia32-apt-get risolverà automaticamente le dipendenze.
Facciamo due esempi pratici: skype e wine
Scaricate skype direttamente dal sito skype.com perché i repository attualmente consigliati nel README.Debian non sembrano funzionare. Spostatevi nella cartella dove si trova skype_qualcosa.deb e installatelo con:
sudo ia32-dpkg -i skype_qualcosa.deb.
Come si vede, esiste una versione di ia32 di dpkg che vi lascerà delle dipendenze irrisolte. Le metterete a posto con:
sudo ia32-apt-get -f install
Installate wine, provate con:
sudo ia32-apt-get install wine vi dirà che ci sono delle dipendenze rotte :)
Bene, allora:
sudo ia32-apt-get install ia32-wine. Questo funzionerà.

L'ultimo esempio serviva a far capire che fin quando esisteranno programmi a 32bit pacchettizzati per amd64 il nome da usare non va preceduto da ia32. Se invece questa pacchettizzazione per amd64 non c'è o ci sono dipendenze incomplete/rotte si usa mettere il prefisso ia32-nome_pacchetto per specificare a ia32-apt-get di prendere il pacchetto dall'architettura i386. Da questo momento in poi si potrà usare apt-get per aggiornare e installare programmi per la parte amd64 del sistema, e ia32-apt-get per aggiornare e installare programmi da entrambe le architetture(amd64, i386). A voi la scelta.


[1] Pare che qualcuno si farà carico di mantenere ancora queste librerie, ma il vecchio sistema sarà incompatibile con quello nuovo.
[2] Dovete digitare il comando completamente perché l'autocompletion di ia32-apt-get non funziona ancora.

venerdì 10 luglio 2009

Software in libertà vigilata

Quando non si capisce l'essenza di una cosa, ma si pretende ugualmente di parlarne il risultato è uno solo: merda. GNU/Linux è il soggetto preferito da tutti quelli che vogliono scrivere cose tecniche, ma non ne capiscono un'acca[¹]. Non parlo di programmazione, ma della filosofia che c'è dietro che è comprensibile pure da chi non ha competenze per scrivere "Hello World!" in C. Due esempi sono questi articoli di Renai LeMay e Mitch Wagner(1,2) sull'annuncio che Google produrrà un proprio sistema operativo basato su Linux, che si chiamerà Chrome OS, e che sarà accessibile a livello sorgente da ottobre prossimo. Lasciamo perdere che uno dei due articolisti mette in dubbio che Google sia capace di produrre un sistema operativo in un anno. Non stanno partendo da zero e conoscendo Google, direi che a occhio e croce questo sistema operativo c'è già e a ottobre prossimo si ufficializzerà la cosa rendendo disponibili i sorgenti. Voglio invece focalizzarmi sul punto su cui entrambi concordano riguardo a Chrome OS: sarebbe un sistema di troppo se non addirittura un potenziale alleato della Microsoft! Questa frase contiene ben due preposizioni demenziali che si sentono dire quando una nuova distribuzione di GNU/Linux esce e si presenta al resto del mondo.
La prima preposizione demenziale è che una nuova distribuzione Linux danneggi il mondo dell'open source e GNU/Linux stesso. Cioè che una cosa che arricchisce il panorama del software libero nello spirito di fornire qualcosa in più, in realtà lo danneggia. L'appiglio apparentemente razionale è che così si frammenta la base utenti/sviluppatori. Io non ho mai sentito parlare di un fantomatico ufficio risorse che dispone come suddividere il capitale umano del software libero. Stando a questi due signori un tale ufficio sembra esistere e ultimamente ci ha comunicato: ne è saltata fuori un'altra, pregasi di stringersi un po'! Ogni distribuzione nasce con la voglia di dire la propria e chi si imbarca in uno specifico progetto lo fa perché o non ha mai trovato nulla che lo soddisfacesse appieno oppure pensa che così potrà esprimersi personalmente al meglio, cioè fare qualcosa che gli altri non fanno. In un quadro del genere, il gioco può solo avere risultati positivi o al peggio spostare un po' le cose. In compenso, se il prodotto piace perché azzecca quello che hanno mancato gli altri, ci saranno un sacco di nuovi utenti in più interessati a GNU/Linux. Ma la cosa davvero bella è che essendo questo il mondo dell'open source tutti potranno copiare la nuova idea e migliorarsi. La storia di Ubuntu, che a quanto pare è la distribuzione preferita da LeMay che nel titolo del suo articolo sinteticamente dice: "No thanks Google, we've got Ubuntu"; è proprio un esempio di quanto ho detto. Ubuntu è nata da Debian, che è sempre stata considerata la distribuzione per i "Sub-Genius", per avere un un ambiente GNU/Linux facile e adatto a tutti. Il finale lo sappiamo: Ubuntu ha avuto un successo che Debian non ha mai visto e mai vedrà, perché Debian non si è mai focalizzata sulla facilità d'uso. Secondo l'ottica di LeMay, 5 anni fa Ubuntu non sarebbe dovuta nascere per non danneggiare Debian.
La seconda preposizione demenziale, questa più in bocca a Mitch Wagner, è che una nuova distribuzione possa aiutare indirettamente Microsoft. C'è una componente umana del software libero che quando si masturba, fantasticando di abbattere la Microsoft, perde di vista il motivo per cui esiste il software libero. A questi signori faccio presente che la Microsoft ancora non aveva prodotto DOS, quando Stallman pensava ad uno Unix libero. Stallman voleva mantenere intatto lo spirito di collaborazione e scambio di idee che aveva caratterizzato il lavoro dei primi hacker. Uno spirito che gli Unix proprietari stavano distruggendo. Insomma, sembra strano ricordarlo: il software libero è nato per dare più libertà a tutti, non per distruggere la Microsoft. A parte il fatto che mi sembra che sia un cattivo uso della libertà indirizzarla non al godersi delle cose belle, ma a odiare qualcuno. Non lo condivido, ma se ti piace, fallo. Tuttavia non dirmi che io dovrei essere meno libero perché così, tutti insieme, compatti, distruggiamo la Microsoft. Perché stai tentando di farmi rinunciare al motivo principale per cui uso GNU/Linux.
Detto questo, auguri a Google e al suo Chrome OS. Se avrà successo sarà a beneficio di tutta la comunità open source. Anche di quelli che ancora non hanno capito perché si chiama software libero.


[1] Il mondo dell'open source, avendo una propria filosofia oltre che una componente tecnica, si presta allo stesso livello di chiacchiericcio della metafisica.

giovedì 29 gennaio 2009

Debian e KDE4.2

Il KDE (K Desktop Environment) è un sistema integrato per ambienti *nix/Linux per la gestione del desktop dalle finestre in cui vengono eseguiti i programmi, alla configurazione del sistema, fino alla suite per l'office. Partendo dalla versione 2, KDE è stato uno dei fattori del discreto successo di Linux e dell'open source in ambito desktop. Con la versione 3, KDE si è rivelato un fattore trainante proponendo un desktop colorato, originale e pieno di funzionalità. Poi il passo quasi falso del KDE4: tante promesse di cui poche mantenute al primo rilascio prematuro avvenuto un anno fa. Promesse poi rilanciate continuamente e rimandate alla successiva revisione. Ciò ha creato un clima di aspettativa negli utenti che hanno atteso speranzosi l'attuale revisione 4.2 e dopo appena un giorno dal rilascio ufficiale, Debian ha messo a disposizione nel repository experimental il nuovo KDE. Il che dimostra come anche in Debian, detta affettuosamente "culo di piombo", ci fosse una certa eccitazione.
Non da meno, ho colto l'occasione e ho deciso di provare per la terza volta il nuovo ramo di sviluppo del KDE, sperando in decisivi miglioramenti: francamente ero rimasto un bel po' deluso in precedenza. Parte della delusione erano la lentezza del sistema su operazione elementari. Bastava il ridimensionamento delle finestre e lo spostamento delle applet sul desktop per sdraiare la CPU. Per onestà va detto che non era un difetto del tutto imputabile a KDE, ma ai driver di Nvidia. In quelle condizioni si dovevano disabilitare tutti gli effetti grafici che necessitavano della accelerazione 3D della scheda video. Un altra componente della delusione erano l'assenza di applicazioni fondamentali e una certa instabilità di quelle appena portate: Amarok andava in crash di continuo, per fare un esempio. Non sono stato l'unico a percepire questi problemi, visto che molti si sono astenuti dal migrare a KDE4 un anno fa[1].
Le cose stanno migliorando nettamente. I problemi correlati alle prestazioni video sono stati risolti da Nvidia coll'ultimo rilascio dei suoi driver, e da KDE che si configura automaticamente per assecondare le effettive capacità del computer. Ora tutti i famosi eyecandies mutuati da compiz possono essere esibiti a piacimento e senza appesantire il sistema eccessivamente.
Passi in avanti sono stati fatti verso l'usabilità. Avevo già notato in precedenza come KDE4 si fosse avvicinato a GNOME e a MacOSX, allontanandosi dal paragone con Windows, e avesse cercato di ottenere un sistema semplice ed "amichevole". La direzione è stata mantenuta. Dolphin, il sostituto di Konqueror come file browser è decisamente prossimo per idee e funzionamento a Nautilus di GNOME. Konsole è un altro programma che ormai è la copia di gnome-terminal. Mi farà rimpiangere un po' il suo predecessore con molte più opzioni. Il nuovo Systemsettings che si occupa del settaggio di sistema e che ha mandato in pensione l'onnipotente e complesso kcontrol, lascia poche cose da configurare e sempre in modo molto intuitivo. Per quel poco che mi ricordo del Mac OSX, il Systemsettings sembra proprio preso da lì. Detto questo, pare che il gruppo KDE, nonostante i complimenti ricevuti da Linus Torvalds, proprio a riguardo della possibilità di configurare a piacimento ogni minimo dettaglio, ha deciso che KDE4 doveva essere facile[2].
Con questa revisione ho avuto la piacevole sorpresa del ritorno di Konqueror nelle vesti più di browser web che di file manager. Anche grazie allo sviluppo in casa Apple di KHTML, Konqueror è in grado di aggiudicarsi un bel 85/100 di punteggio nel test di acid3. Attualmente il miglior punteggio per un browser su Linux (no, Vista con il suo IE neanche si avvicina a valori di 20/100). Altro gradito ritorno è Amarok che non va più in crash ai ritmi precedenti, d'altra parte è stato notevolmente semplificato nelle funzionalità offerte.
Arriviamo ai punti dolenti. Mancano ancora all'appello applicazioni importanti del calibro di K3b (il programma più completo per la masterizzazione CD/DVD), Kile (frontend per LaTex), Kmid per chi aveva voglia di un po' di karaoke, e i frontend per Network-Manager e Beagle. Queste assenze, mi hanno costretto a lasciare qualche pezzetto di KDE3 in giro. Kpackage, il gestore di installazione e di rimozione dei pacchetti software non ne vuole sapere di funzionare. Ma il difetto più grave, da quello che ho letto in altri blog, è che lo sviluppo del desktop semantico in KDE ha subito una battuta d'arresto. Notizia che ridimensiona ulteriormente questo KDE 4.2 e ci lascia di nuovo in attesa della prossima revisione. Fatto sta che lo sto usando felicemente già da ora e davvero non invidio né gli utenti Apple né tanto meno quelli Winodws.

Per chi volesse installarlo in Debian non resta che seguire questi passi. Ho perso un po' di tempo a configurare Kontact e gli altri programmi di Personal Information Management, ma basta copiare i relativi file da ~/.kde/ a ~/.kde4/. Per esempio, tutte le note di Knotes sono in ~/.kde/share/apps/knotes, mentre la configurazione di kmail è in ~/.kde/share/apps/kmail. Il meno ovvio di tutti è dove kaddressbook mantiene i vostri contatti: essi sono in ~/.kde/share/apps/kabc.





[1]Anche in KDE avevano capito un po' l'andazzo e la scritta "don't look back!" che invitava ad installare il nuovo KDE4 a discapito del "vecchio" KDE3, è stata cancellata dalla home page.
[2] E Torvalds ha voltato le spalle a KDE. I dettagli si possono trovare qui.

mercoledì 21 gennaio 2009

Installare Debian Sid amd64 su Acer Aspire 5920G

Linux è buono per svariate ragioni: è stabile, è parsimonioso, è open source, è fico. Lo sappiamo tutti. Ma Linux ha anche una speciale attrattiva per i blogger: garantisce un certo numero di argomenti minimi di cui parlare. Dato che il mio blog, al secondo post già langue, devo ricorrere a questa arma segreta. Spero che serva anche a riempire il blog di niubbi che hanno installato Ubuntu e vogliono vederlo funzionare magicamente con i miei poteri ESP[1]. I niubbi fanno sugo e leggeranno anche i miei altri insignificanti post. Siete i benvenuti, niubbi!
Specifico che quello che sto per scrivere riguarda cose che ho fatto sul mio laptop da Aprile 2007 in poi. Non sono un vecchio rincoglionito, ma la memoria potrebbe fare qualche brutto scherzo, soprattuto a voi! ;-).
Lo scopo di questa guida è di aiutarvi ad ottenere un sistema dual boot Windows - Debian/GNU/Linux amd64, anche se io presumo di non avere a che fare con degli utenti alle primissime armi. Se avete scelto Debian non potete proprio esserlo. Nelle mie intenzioni ci sarà spazio per trattare la configurazione del kernel per chi vuole ricompilarselo a manina, come configurare X, installazione dei driver nvidia, far funzionare quel porc... del WiFi, installare qualche applicazione a 32bit proprietaria, ecc...

La scelta dell'architettura: i386 o amd64?
Il vostro laptop, se dotato di processore Intel Core 2 Duo, è in linea di massima capace di funzionare come un classico i386 a 32 bit oppure come un x86_64, ovvero con le varie estensioni a 64bit introdotte da AMD e copiate da Intel da qualche anno. La cosa di per sé richiede un minimo di attenzione dato che la differenza sembra irrilevante al neofita, ma potrebbe essere importante rispetto all'uso che volete fare del computer e dalle grane che volete avere (sic!).
Da un punto di vista strettamente open source, la disponibilità di software è praticamente la stessa per i due tipi di architettura. Purtroppo non di solo open source si vive e non tutti i programmi proprietari che le aziende hanno di malavoglia distribuito in versione Linux a 32bit sono disponibili anche a 64bit. Skype è un esempio. Flash (si legge Fals) di Adobe è un altro (ma le cose stanno migliorando)[2]. D'altro canto, l'architettura a 64bit offre alcuni vantaggi in campo della computazione pura, cioè laddove il processore deve elaborare numeri grandi, e nella gestione della memoria rompendo il limite dei 4GB che grava su i sistemi a 32bit[3]. I benchmark che ho svolto prima e dopo aver installato la versione amd64 di Debian, hanno dimostrato che il sistema guadagna in velocità anche se la memoria RAM occupata aumenta leggermente.
In conclusione se volete un sistema che non abbia limiti nell'esecuzione di software a 32 bit proprietario, vi consiglio di installare Debian i386. Se avete 4 o più GB di RAM, vi piacciono le prestazioni e i problemi con l'installazione di software non ancora portato a 64bit, amd64 fa per voi e benvenuti nel mio mondo! Sul lungo termine sarete ripagati visto che l'immediato futuro è a 64bit.

Scaricare l'immagine ISO di Debian appropriate
Dato che non siamo interessati alla release stabile, anzi vogliamo arrivare al sistema Unstable o Sid che dir si voglia, sarà meglio partire con la release Testing[4]. Seguite il link:

http://cdimage.debian.org/cdimage/weekly-builds/

e scaricate almeno il primo CD della vostra Debian i386/amd64. I minimalisti che sanno ciò che fanno possono scaricarsi le versioni "business card" e netinst, ma non hanno bisogno del mio aiuto.
Ora dovete masterizzare un CD con quell'immagine ISO. Avrete sicuramente una versione "express" di un qualche programma di masterizzazione sotto Windows Vista. Usatela.

Partizionare l'HD
Questa è la fase in cui se fate danni sono cazzi vostri! Io non voglio responsabilità, piuttosto tenetevi il vostro Vista!
Innanzitutto vi ricordo che Acer, molto carinamente, non distribuisce DVD di recupero per Windows. Ve li dovete fare da soli dopo il primo avvio del PC procurandovi almeno un paio di DVD vergini. Siccome io mi sono gettato nell'installazione di Debian senza fare i suddetti DVD di ripristino, Vista ha subito una bella piallatina. Nessun rimpianto, giuro, ma voi non siete me. Se è già un po' che usate il portatile, avrete sicuramente dei dati da salvaguardare. La parolina magica è: backup!
Per partizionare l'HD dovete avviare il PC usando il CD di Debian e sperare che il programma di partizionamento automatico abbia fatto dei progressi, visto che si è reso responsabile ad Aprile 2007 dell'obliterazione di Vista. Se non volete sperimentare quel dolce addio a vostra volta, si può usare una Ubuntu per questa operazione triviale ;-). So che la soluzione è poco elegante, ma Debian sulle release non ufficiali, tipo la Testing, non mette la massima cura quindi capita che le cose vadano storte. Molto storte. Al contrario Ubuntu, che è destinata agli utenti di primo pelo, sta molto più attenta. Il mio consiglio è di usare Ubuntu per partizionare l'HD e poi tradirla installando Debian! Ahahah!
Il mio HD è stato partizionato come segue:
sda1 25-30GB per Windows XP/Vista ntfs (non formattate! Lasciatelo così. Dovete solo dimagrire la sua partizione)
sda2 15-20GB per / (il sistema) ext3 partizione primaria
sda3 5-10GB per la /home ext3 partizione primaria
sda5 3-6GB per la swap partizione logica
sda6 tutto-il-resto per dati da avere accessibili tra i due sistemi (film, mp3, pdf, ecc...) fat32 o ext3 [5]
sda7 25-30GB ntfs partizione logica per i dati di recupero di Vista
Voi non dovete necessariamente partizionare come me, ci sono tizi la fuori che usano partizioni a sé stanti per /var, /bin, /usr/bin con filesystem differenti a seconda delle performance e della stabilità (es.: reiserfs, xfs), ma è abbastanza complicato. Ritengo che tenere la /home in una partizione tutta sua sia la mossa migliore che potete fare. Avrete il vantaggio che i vostri dati saranno più al sicuro e se vorrete cambiare distribuzione, basterà installarla sopra la partizione / di Debian. Al che sarà sufficiente aggiungervi tra gli utenti e modificare i permessi in /home/nome_utente per riavere tutti i vostri dati.

Installare Debian

Se avete deciso di avviare la procedura di partizionamento con Debian dovreste essere già a questo punto, per gli altri i passaggi sono i seguenti. Modificare il BIOS (premere F2 alla comparsa della schermata) affinché avvii per primo il lettore/masterizzatore DVD. Salvare e uscire premendo F10 e invio. Inserire il CD/DVD numero 1 di installazione Debian ed attendere che si avvii l'installazione. Vi troverete di fronte alla schermata con varie opzioni, scegliere Installer grafico.
Debian vi porrà alcune domande a cui è facile rispondere. Procedete passo passo (lingua, tastiera ecc...). Ad un certo punto vi chiederà come accedere alla rete e individuerà la scheda Wireless. Vi chiederà un dispositivo removibile su cui sia presente il firmware per iwl3945. Saltate oltre perché il riconoscimento automatico della rete non mi ha funzionato e tanto ora non è necessario. Se avete un dispositivo WiFi diverso dal mio, potete provare a farlo funzionare, ma dovete tenere a disposizione una memoria USB con dentro il firmware distribuito da Intel. Debian è graniticamente contro il software proprietario e non distribuisce nel CD 1 tali componenti binari. Andate qui per scaricare i file,
http://www.intellinuxwireless.org/?n=downloads
scompattateli e copiateli nella memoria USB. Debian li troverà da sola al momento giusto. A tutti coloro che vogliono evitare i problemi correlati al WiFi, consiglio l'uso di un cavo ethernet da attaccare al vostro modem direttamente. Se avete un modem ADSL senza porte ethernet, vi dovete arrangiare. Il wireless lo faremo funzionare più avanti.
Procedete con il partizionamento manuale se non l'avete già fatto e quindi designate i target per l'installazione. A questo punto il sistema base dovrebbe essere pronto per essere copiato sull'hard disk. Fatelo.
Quando vi chiederà che bootloader installare nel sistema e dove scegliete GRUB e il MBR (cioè /dev/sda)

Riavvio e inizio dell'upgrade
Una volta installato il sistema Debian si riavvierà, vi chiederà altri parametri, password di root, il nome di un utente e così via. Una volta fatto tutto avrete un sistema essenziale Testing. È quasi ora di passare ad Unstable :-), ma prima di tutto dimostrate di essere dei pigri e abilitate l'autocompletion di bash per semplificarvi la vita. Editate il file /etc/bash.bashrc in modo che alla fine siano tolti i commenti (#) dalla parte dello script apposita. C'è scritto, leggete. Salvate e uscite. Scrivete bash invio in console, così l'autocompletion dovrebbe essere caricata. D'ora in poi premendo due volte il tasto TAB mentre digitate un comando in console, vi compariranno le possibili opzioni per completare il comando o il comando verrà autocompletato se vi è una sola opzione.

Da root editate il file /etc/apt/source.list e fate in modo che contenga queste linee:

#testing
deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian/ testing main contrib non-free

#unstable
deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian/ unstable main contrib non-free

#experimental
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ experimental main contrib non-free

#multimedia packages
deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian-multimedia unstable main

Salvate e chiudete il file

Aprite il file apt.conf (se non c'è createlo)
e scrivete:
APT::Default-Release "unstable";

Salvate e chiudete.
A questo punto dovete essere certi di avere la connessione funzionante con cavo ethernet e mandare questo comando da root:

apt-get update

il sistema scaricherà gli indici dei pacchetti in Testing e Unstable[6].
Una volta fatto scrivete:

apt-get dist-upgrade

Tra poco avrete una Debian Unstable. Fatto?! Avete spalmato il Vinavil sullo schermo? Bene, procedete con l'installazione di pacchetti più fondamentali.

Liberarsi dal login come root
In un sistema Linux la separazione tra account dell'amministratore e utenti normali è alla base di tanta sicurezza in più rispetto ai sistemi Windows (fino a ME per essere onesti). Quando si sta agendo pesantemente sul sistema, loggarsi come root e digitare la password può essere una noia e un rischio di fare qualche casino. Ubuntu ha risolto il problema con l'ampio uso di sudo. Perché non avere un comportamento analogo in Debian? Allora editate con visudo il file /etc/sudoers.

# Uncomment to allow members of group sudo to not need a password
%sudo ALL=NOPASSWD: ALL

Mi sembra chiaro: da questo momento tutti gli appartenenti al gruppo sudo potranno installare software e modificare i file in /etc/ semplicemente anteponendo sudo al comando privilegiato. Potete iniziare fin da ora.

Installare un kernel recente
È ora di installare un kernel che sia recente con i suoi headers:

apt-get install linux-image-2.6.XX-X-amd64 linux-headers-2.6.XX-X-amd64

dove XX sono numeri che potrete vedere listati se premete TAB due volte. Installate gli headers dello stesso kernel che avete scelto. Controllate che il bootloader (GRUB se mi avete dato retta) abbia aggiunto le voci corrispondenti al kernel installato al proprio menu di avvio (/boot/grub/menu.lst). Se volete potete riavviare il PC con il nuovo kernel[7].

Driver video NVIDIA
Per compilare i driver non inclusi nel kernel alla Debian "way of life", installate module-assistant.

apt-get install module-assistant

Installate e compilate i driver video NVIDIA per il vostro kernel

apt-get -t experimental install nvidia-kernel-source (installerà una versione recente dei driver NVIDIA che supporti le schede della serie 8 e 9 es.: Geforce 8600 GS)

dopo di che

m-a a-i nvidia -l 2.6.XX-X-adm64

dove XX sono gli stessi numeri che compaiono nel vostro kernel.
A questo punto è possibile installare anche gli altri componenti per avere l'accelerazione 3D.

apt-get -t experimental install nvidia-kernel-common nvidia-glx nvidia-settings nvidia-glx-ia32 (per i giochi 3D a 32 bit tipo Quake)

Ambiente desktop GNOME o KDE
Personalmente preferisco KDE e grazie al CD di installazione dovreste avere almeno GNOME. Se così non fosse, siete senza interfaccia grafica ed è ora di rimediare:

apt-get install kde kdm

oppure

apt-get install gnome gdm

Installate almeno un gestore di login: kdm o gdm.
Se sapete quello che fate e non volete tutto KDE o tutto GNOME, potete scegliere anche i singoli metapacchetti tipo kde-multimedia, kde-graphics, gnome-desktop-environment. Fatti vostri.

Configurazione di X
Aprite il file /etc/X11/xorg.conf ed editate la sezione device in modo che alla voce Driver ci sia scritto nvidia.
Questo è la sezione corrispondente del mio file. Alcune opzioni sono avanzate, quindi non usatele ciecamente.

Section "Device"
Identifier "nVidia Corporation GeForce 8600M GS"
Driver "nvidia"
Option "DynamicTwinView" "0"
Option "AddARGBVisuals" "True"
Option "AddARGBGLXVisuals" "True"
Option "PixmapCacheSize" "1000000"
Option "Coolbits" "False"
Option "BackingStore" "True"
Option "OnDemandVBlankInterrupts" "True"
EndSection

Riavviate il sistema e dovreste avere un login grafico preceduto dal logo Nvidia. Ah, è il caso di notare che l'opzione "Coolbits" è impostata su False. Questa opzione, quando è impostata su True consente l'overclocking della scheda. Ora, se non siete deficienti, voi non overclockerete mai e poi mai una scheda che è nata male e può rovinarsi se si surriscalda. Leggete qui per maggiori dettagli. Io vi ho avvisato.

WiFi e networkmanager
È giunto il momento di tagliare il cordone ombelicale con il modem ADSL. Installate il firmware per la vostra scheda wireless e network-manager.

apt-get install firmware-iwlwifi

Se l'installazione è andata a buon fine scrivendo in console:

ifconfig wlan0 up

Dovrebbe accendersi il beneamato LED arancione sul bottone WiFi. Eventualmente provate a pigiarlo.
A questo punto è il momento di usare un programma che ci semplifichi la vita al momento della connesione.

apt-get -t experimental install network-manager network-manager-kde network-manager-gnome

Network manager 0.7 va decisamente meglio della versione precedente, per questo la preferisco anche se si trova in experimental. Configurate la rete usando knetworkmanager o nm-applet. Impostate i paramentri per la connessione, eventuale criptazione (WEP, WAP) tramite l'interfaccia grafica. Dovrebbe essere semplice.
Un tool alternativo a network-manager è wicd, ma non ho avuto un'esperienza piacevole con esso: la scheda rimaneva disattivata. Nel caso siate interessati ad usare sempre il WiFi potete imporre che la scheda sia attiva di default. Allo scopo create il file /etc/modprobe.d/iwl3945 e scrivete la seguente linea all'interno:

options iwl3945 disable=0


Risoluzione dei problemi con il WiFi:

Il led non si accende
Capita che il LED non si accenda nemmeno pigiando il tasto e questo indica che la scheda è spenta. A quanto pare il problema è di come il bottone si interfaccia alla scheda WiFi. Il bottone viene interpretato in Linux come un bottone hardware cioè in grado di spegnere e accendere la scheda direttamente, mentre potrebbe essere un bottone software, cioè un tasto in grado solo di comunicare con un programma che manda segnali al driver di spegnersi e accendersi. Quando succede che il LED rimane spento, bisogna utilizzare uno di questi "work-around":
  1. Spingere il tasto WiFi una volta sola.
    Andare quindi con il cursore sopra l'icona di knetworkmanager nella systray e cliccare con il tasto destro. Scegliere
    Deactivate Connection -> Disable Wireless.
    Ripetere l'operazione con il tasto destro su knetworkmanager e scegliere
    Deactivate Connection -> Enable Wireless
  2. Rimuovere il modulo iwl3945 e ricaricarlo. Da root digitate:
    modprobe -r iwl3945 e modprobe iwl3945
  3. Stoppare network-manager /etc/init.d/network-manager stop
    Rimuovere il modulo iwl3945 e ricaricarlo.
    Mandare il comando ifconfig wlan0 up.
    Riattivare network-manager /etc/init.d/network-manager start
Non vede l'access point
Se lanciate il comando:

iwlist wlan0 scan

La scheda vi dovrebbe rispondere con la lista degli access point disponibili. Se invece vi rimanda una risposta così:

wlan0 No scan results

forse il vostro access point è settato su canali oltre il decimo (10) mentre la vostra scheda considera proibiti quei canali. Questo dipende dalla legislazione dei vari Paesi riguardo l'uso delle frequenze radio. Per risolvere, create un file in /etc/modprobe.d/cfg80211 che contenga la seguente linea:

options cfg80211 ieee80211_regdom=EU

Riavviate il PC e verificate che ora tutto funzioni.

Web Camera
Il driver è già incluso nei kernel più recenti. Installate cheese.

apt-get install cheese

Lanciate cheese e se tutto va bene dovrebbe accendesi il LED verde accanto alla telecamera. La vostra brutta faccia dovrebbe essere attualmente sullo schermo.

Bluetooth integrato

Ehehehe. Il mio modello ha solo il tasto ma non la mini scheda BT interna... vogliono più di 100€ per il pezzo. Sono pazzi! Ho comprato un mini-dongle BT USB della Trust, spesa sotto i 10€ e ha funzionato da subito. Per accedere ai dispositivi BT e loro servizi installate i pacchetti kdebluetooth e/o gnome-bluetooth il resto dovrebbe essere automaticamente installato come dipendenza. Nel caso aveste il BT integrato, il kernel dovrebbe già avere i moduli caricati in automatico, vi resta solo da installare le suddette applicazioni.


[1] Se mi pagate ci potrei pure ripensare.
[2] È possibile con un po' di pazienza installare Skype su amd64, ma altre applicazioni danno dei problemi maggiori, per esempio i codec per alcuni formati multimediali.
[3]Ho messo le mani su un bel laptop Asus con ben 4GB di memoria RAM. Peccato che il BIOS dovesse essere aggiornato per vedere il quarto GB e che comunque non ci fosse verso con Windows Vista a 32bit di fargli vedere tutta la memoria RAM. Linux non ha questi problemi nemmeno nella versione x86, sebbene la mappatura della memoria oltre i 3GB appesantisca un po' il sistema.

[4] La mia logica è che l'attuale release stabile (Etch) non contiene un kernel che possa far funzionare appropriatamente tutto l'HW del mio laptop a partire dal controller SATA fino al WiFi. Lenny, attuale Testing, uscirà tra poco, forse a Marzo prossimo (sempre se ai piani alti di Debian daranno l'ok). Se volete aspettare l'uscita ufficiale di Lenny, accomodatevi. Devo aggiungere che il software disponibile in Testing è molto più simile a quello in Unstable: ciò comporterà meno necessità di riconfigurare il tutto e meno pacchetti da scaricare per l'upgrade.
[5] Se formattate ext3 ci sono dei driver per Windows per consentirgli la lettura e la scrittura su questo tipo di filesystem.
[6] Avere i pacchetti di Testing a disposiozione serve a sostituire quei componenti di Unstable che si scoprono troppo buggati.
[7] Dal kernel 2.6.26 quasi tutto l'hardware dell'Acer Aspire 5920G è supportato senza bisogno di ricompilazione di moduli esterni, per questo il mio consiglio è di installare un kernel recente.